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Le serate del Ce.S.Do.Me.O. 2006
21 aprile 2006 - dott.ssa Donatella Meaglia
Le piante nella medicina tradizionale della Val di Susa
Donatella Meaglia, docente di Scienze MCFeN, collaboratrice del Museo di Antropologia ed Etnografia dell'Università di Torino e del Laboratorio di Antropologia della Facoltà di Scienze dell'Università di Torino. Le sue ricerche, pubblicate in Italia e all'estero, vertono su indagini paleobiologiche e paleopatologiche condotte sui reperti della Collezione Egiziana del Museo di Antropologia e sul rapporto uomo-ambiente in ambiente alpino.
La conferenza, introdotta dai professori Tullio Telmon e Paolo Sibilla dell'Università di Torino, membri del Comitato Scientifico del Ce.S.Do.Me.O., prenderà avvio dalla descrizione del volume 'Plantes qui nourrissent, plantes qui guérissent dans l'espace alpin', edito nel 2004 da Librairie des Hautes-Alpes, che contiene gli atti dell'edizione 2003 dell'Université Européenne d'été che promuove studi e ricerche sul rapporto uomo-ambiente in area alpina. Il volume raccoglie contributi di ricerca che toccano i temi dell'archeobotanica sull'utilizzo dei vegetali a scopo nutritivo già dai primi insediamenti umani nelle Alpi, delle conoscenze giunte fino ai giorni nostri sull'utilizzo delle piante a scopo fitoterapeutico in Savoia, BrianÇonnaise, Cevenne e Val di Susa, della simbologia delle piante nell'arte.
Verranno poi esposti i risultati dell'analisi condotta da Donatella Meaglia sull'uso della fitoterapia in Val di Susa partendo da come nasce il rapporto uomo-vegetali, scoprendo i primi utilizzi dettati dall'istinto e dall'esempio degli animali, le vie di trasmissione dei saperi fitoterapeutici, i principali utilizzi in ambito umano e veterinario, l'uso estetico e preventivo delle piante.
5 maggio 2006
Tira l'acqua al tuo mulino. Valorizzazione e tutela del patrimonio culturale nelle Valli di Susa (Val Clarea),
Presentazione del progetto svolto nell'ambito del corso di formazione 'Catalogazione, ricerca e gestione dei beni demoetnoantropologici' promosso da Regione Piemonte e Fondazione Fitzcarraldo
Serata in cui verranno presentati i risultati del progetto svolto nell'ambito del corso di formazione 'Catalogazione, ricerca e gestione dei beni demoetnoantropologici' promosso da Regione Piemonte e Fondazione Fitzcarraldo.
Il progetto, ideato e realizzato nell'estate del 2005 da un gruppo di ricercatrici durante il periodo di stage presso il Ce.S.Do.Me.O di Giaglione, propone di valorizzare l'area della Valle Clarea, dove i resti di antichi mulini attestano l'esistenza di una preziosa memoria legata ai mestieri ed alle attività produttive. I mulini già citati in documenti del XIV secolo costituiscono un'importante testimonianza della cultura locale, documentando i rapporti tra comunità limitrofe appartenenti ad aree socio-culturali e linguistiche differenti.
La ricerca ha anche un carattere operativo e mira ad innescare proficui processi di sviluppo locale, con particolare interesse per gli aspetti legati alla promozione di un turismo culturale attento e rispettoso delle peculiarità storiche e culturali della zona.
Relatrici della serata saranno le dottoresse Silvia Bellet, laureata in Filosofia presso l'Università degli Studi di Torino; Silvia Scola, laureata in Comunicazione Interculturale allo stesso Ateneo; Francesca de Carlo, laureata in Architettura presso il Politecnico di Torino con specializzazione in Antropologia culturale; Loredana di Vico laureata in Lettere con indirizzo Demoetnoantropologico e Paola Melone laureata in Sociologia, entrambe presso l'Università 'La Sapienza' di Roma.
Nel corso della serata verranno inoltre presentate le schede di catalogazione, redatte dalle stesse ricercatrici, riguardanti gli oggetti legati alla produzione del formaggio conservati presso il 'Museo di vita montana in Val Cenischia' di Novalesa e le fasi della monticazione nel territorio di Giaglione.
9 giugno 2006 - prof.ssa Giovanna Jayme
Capolavori della letteratura tradotti in occitano-provenzale alpino: le Novelle di Boccaccio
Lla professoressa Giovanna Jayme sarà la relatrice della serata 'Capolavori della letteratura tradotti in occitano-provenzale alpino: le Novelle di Boccaccio'.
La professoressa Jayme spiegherà le difficoltà incontrate nella traduzione dall'italiano trecentesco al patois corrente dell'opera boccacciana, iniziando da quella di una perfetta comprensione del testo originario. Durante la serata verranno presentate tre delle quindici novelle tradotte.
Il Decameron fu composto da Giovanni Boccaccio tra il 1349 e il 1351. L'opera è una raccolta di cento novelle: l'autore immagina che durante la peste del 1348 sette giovani donne e tre giovani uomini fiorentini, per sfuggire ai rischi del contagio della terribile pestilenza, decidano di trovare rifugio in una villa in campagna. Qui trascorrono due settimane tra canti, balli e soprattutto racconti, dieci ogni giorno (tranne il venerdì e il sabato per riguardo alla religione), uno ciascuno.
Giovanna Jayme, molto nota e stimata in Valle di Susa, è laureata in Lingue e Letterature straniere. Nel 2001 ha tradotto e pubblicato la celebre opera di Antoine De Saint-Exupéry 'Il Piccolo Principe' con il titolo 'El pchi Prinse: ambou lou disen dl'oteur'. Nel 2003 ha pubblicato il volume 'Appunti morfologici della parlata occitano provenzale alpina di Oulx' e ha coordintao il gruppo di lavoro che ha realizzato, sotto l'egida dell'Associazione La Valaddo e con la consulenza scientifica del prof. Tullio Telmon, l''Estensione del prontuario morfologico Teofilo G. Pons, Arturo Genre, alla parlata occitano-provenzale alpina di Oulx' che fa parte del 'Prontuario morfologico della parlata occitano provenzale alpina delle valli: Germanasca, Chisone, Alta Dora Riparia'. Nel 2004 ha dato alle stampe la traduzione de 'Le avventure di Pinocchio' con il titolo 'Laz avantura ed Pinocchio
14 luglio 2006 -prof. Tullio Telmon
Pâ prou. Giochi in area alpina
Relatore della serata sarà il Professor Tullio Telmon che tratterà dei 'Giochi in area alpina'
Nel corso della conferenza verrà inoltre proiettato il film documentario intitolato 'Pâ prou' realizzato con la regia di Daniele Segre. Nel documentario sono contenute scene relative ai giochi del fiolet, del cornichon e del fèr, tre giochi dell' area alpina, che si praticano rispettivamente in Valle d'Aosta, in Alta Savoia ed in Valle di Susa, tutti accomunati dall'uso di oggetti e strumenti ricavati dagli elementi più direttamente disponibili nelle comunità contadine locali, quali ad esempio il legno.
Occorre sottolineare che questa attività ludica si accompagna e sembra seguire lo scioglimento delle nevi, quasi a rappresentare un atto liberatorio che segue alla fine della lunga stagione invernale.
Il filmato è stato girato a Six-Fer à Cheval, ad Arpouylles, a Brissogne, a Mattie e a Meana nel periodo tra il marzo e il maggio 1997, con riprese effettuate sempre dal vivo; questo spiega la partecipazione quasi corale delle popolazioni coinvolte
Il Professor Tullio Telmon è docente di Dialettologia italiana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia presso l'Università degli Studi di Torino ed è un noto e stimato esperto di cultura locale; è inoltre il responsabile scientifico dell'ALEPO, l'Atlante Linguistico ed Etnografico del Piemonte Occidentale.
Tra le sue pubblicazioni possiamo ricordare l' 'Introduzione alla dialettologia italiana' edito nel 2006 in collaborazione con Corrado Grassi ed Alberto Sobrero, 'I fondamenti di dialettologia italiana' edito nel 2004 in collaborazione con Corrado Grassi ed Alberto Sobrero, ed ancora 'Piemonte e Valle d'Aosta' edito nel 2001 e rientrante all'interno della collana titolata 'Profili linguistici delle Regioni'.
4 agosto 2006 - Proiezione del film di Daniele Segre
Giaglione: la festa della nostra terra
Durante la conferenza verrà proiettato il film: 'Giaglione: la festa della nostra terra'
realizzato nel maggio 1987 dal regista Daniele Segre con la consulenza dei Professori T. Telmon e G.L. Bravo dell'Università degli Studi di Torino.
Il video ripropone uno spaccato della vita quotidiana all'interno del paese di Giaglione, evidenziandone ogni sua peculiarità.
Nella prima parte, sottotitolata 'Il paese', il regista ha voluto presentare sia gli scorci più caratteristici del comune, che le attività che quotidianamente occupano i residenti che ancora le figure di riferimento della comunità (sindaco, sacerdote, spadonari e priore) .
Nella seconda parte, sottotitolata 'La festa e la danza', il tema centrale è stato la festa patronale di San Vincenzo: Segre ha voluto documentare ogni singolo aspetto della ritualità, sia sacra che profana, presentando accuratamente tutti i protagonisti impegnati nella realizzazione della festa patronale.
La visione del film permetterà di conoscere in modo ancora più approfondito la comunità di Giaglione, le cui tradizioni hanno visto la loro origine in tempi lontanissimi e che ancora oggi sono tenute vive e vitali grazie alla partecipazione ed al coinvolgimento dell'intero paese
20 ottobre 2006 - prof. Paolo Sibilla
Un percorso di pensiero: l'attività di un antropologo nelle Alpi
Paolo Sibilla ha insegnato nelle Università di Genova, Trento e all'Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano. E' stato visiting professor presso l'Università di Poznan e Lodz (Polonia) e docente al Master 'Esperto di cultura regionale (Piemonte) per la formazione degli insegnanti' presso l'Universidade Federal do Espiritu Santo di Vitòria (Brasile) e presso l'Universidad Nacional de Cordoba (Argentina).
Dal 1968 ha svolto indagini di antropologia economica in Kenya e in Africa occidentale. E' noto in Italia e all'estero per aver condotto ricerche etnografiche pionieristiche sulle culture alemanniche (walser) e francoprovenzali del Piemonte e della Valle d'Aosta. Tra le sue monografie sul mondo alpino si ricordano Una comunità Walser delle Alpi: strutture tradizionali e processi culturali (Olschki, 1980), La Thuile: vita e cultura in una comunità valdostana.Uno sguardo sul passato (UTET, 1995), La Thuile in Valle d'Aosta: una comunità alpina fra tradizione e modernità (Olschki, 2004). Per il Ce.S.Do.Me.O. ha curato il volume Scolpire la tradizione: costumi delle montagne torinesi e scultura contemporanea (Alzani, 2006).
24 novembre 2006 - dott. Renato Sibille
Il gesto e la parola. Il lavoro del laboratorio permanente di ricerca teatrale di Salbertrand: dal mondo contadino al teatro
Nel corso della serata verranno presentate le finalità del laboratorio di ricerca, ovvero raccogliere e rielaborare frammenti di memoria di vita vissuta per poi trasformarli, servendosi del supporto dell'arte teatrale, in una testimonianza viva della cultura contadina di un tempo.
La ricerca teatrale di Salbertrand focalizza la sua attenzione sulla culturta locale dell'Alta Valle di Susa; prende avvio dall'incontro con gli abitanti del posto in quanto custodi del sapere di una terra e dei suoi gesti e testimoni del duro lavoro della vita quotidiana ormai lasciata alle spalle ma ancora presente 'nella carne e nella memoria di persone eccezionali in grado di trasmettere l'essenza di quella vita e di quel mondo'.
Renato Sibille è laureato in Teatro presso il DAMS di Torino. Ha compiuto studi in campo etno-linguistico, antropologico e teatrale ed ha al suo attivo la pubblicazione di diversi saggi tra cui ' Guida ai toponimi e alla storia di San Marco', ' Se il giovane sapesse e il vecchio potesse'.
Ha inoltre firmato la regia di 'Santi, Bestie e Maniscalchi', 'L'angelo della peste' e di un breve video -documentario dal titolo 'Ël maneichâ'.
Dal 2004 dirige il Laboratorio Permanente di Ricerca Teatrale di Salbertrand.
15 dicembre 2006 - dott. Claudio Santacroce
Origini, storia e attualità della minoranza di lingua francoprovenzale
A chiudere la stagione 2006 de 'Le serate del Ce.S.Do.Me.O.' interverrà Claudio Santacroce, noto studioso viucese, autore di numerose pubblicazioni sulla storia, le tradizioni e la lingua delle Valli di Lanzo che venerdì 15 dicembre 2006 parlerà di 'Origini, storia e attualità della minoranza di lingua francoprovenzale'.
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