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Ostana (Cuneo) - Dichiarazione Popolazione e cultura della Convenzione delle Alpi .

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Si è tenuto ad Ostana (Cuneo) , presso la sala consiliare del Municipio, giovedì 26 e venerdì 27 giugno, l‘importante convegno internazionale dedicato all’attuazione della Dichiarazione “ Popolazione e cultura” della Convenzione delle Alpi .
Numerosi i partecipanti italiani e francesi che hanno assistito con interesse ai molteplici interventi tenuti in lingua italiana, occitana , francoprovenzale , slovena e tradotti in simultanea. Dopo il saluto delle autorità locali e delle istituzioni, Giacomo Lombardo – sindaco di Ostana, Raffaele Costa – Presidente della Provincia di Cuneo , Mercedes Presso – Presidente Regione Piemonte, Bruna Sibille – Assessore alla Montagna della Regione Piemonte , Lido Riba – Presidente delegazione Piemonte dell’ UNCEM, Aldo Perotti e Cristiano Savoretti – Comunità montana Valli Po Bronda Infernotto, Paolo Angelini – Ministero dell’Ambiente e della tutela del Mare, Marie Joelle Couturier – Ministero dell’ Ecologia della Repubblica francese, il tema del convegno è stato introdotto da Walter Giuliano – Assessore alla cultura della Provincia di Torino.
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Oustana (Cuni) - La Diquiarazioun “ Poupoulazioun e culturra” de la Counvenzioun de le Alpi.

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L’a tenuse a Oustana,an prouvincha de Cuni, din la sala dou conselh dou Municipio, digioi 26 e divendro 27 junh, l’ impourtont ancountr internaziounal dedicaa a l’atouazioun de la Diquiarazioun “ Poupoulazioun e culturra” de la Counvenzioun de le Alpi.
Sount itaa in baroun selli qui l’on partecipaa, italion e fransé, anteresaa a li discours an lenga italiana, occitana, francoprouvensal e slovena e t’itaa feita la tradusioun an meimo temp an italion e fransé.
Apré li salut de le autouritaa e le istitusioun, l’asesour a la culturra de la Provincia de Tourin Walter Giuliano, l’at divri l’incountr.
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Prima festa delle minoranze linguistiche storiche della provincia di Torino
La libertà di lingua è condizione essenziale per la salvaguardia della personalità umana.
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Sabato 21 a Villar Pellice e domenica 22 a Oulx una grande partecipazione di pubblico ha accompagnato la prima festa delle minoranze linguistiche storiche della provincia di Torino. Noi popolazioni delle valli alpine: sono le parole che aprono la famosa Carta di Chivasso e le genti delle valli alpine rispondono!
La sala dell’ecomuseo Crumiere è completa, in prima fila i sindaci della Val Pellice con la fascia tricolore, il presidente della comunità montana, ed i presidenti delle associazioni che hanno accompagnato la visita interessantissima al museo.
Il funzionario della provincia Candido ha presentato le autorità ed in seguito l’assessore Walter Giuliano ha dato il via ai lavori moderando gli interventi.
Il presidente della provincia Antonio Saitta si è complimentato per i lavori fin qui svolti ed in seguito ad un minuto di silenzio dedicato ai morti della tragica alluvione appena patita dal comune di Villar ha ufficialmente dichiarato l’appoggio della provincia per LINGUA D’OC PATRIMONIO MONDIALE DELL’UMANITA ed ha aperto i lavori.
La carta di Chivasso è attuale ancora adesso, ma questo è il limite della nostra politica per le montagne, se ancora adesso passati sessantacinque anni aspettiamo applicazioni ritenute valide, bisogna avere il coraggio di dire che la politica per la montagna non ha funzionato. [...]
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Permieřa fèta dle minouřanseus de lèinga storiqueus de la Provincha de Touiřin
La libertaa de la lèinga lhet esènsial per la salvaguardia de la persounalitaa de lh’omeun.
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Disando 21 a Vilar Pellice è dimèindza 22 a Oulx ina gran partecipasioun de public lhot acoumpanha la pèrmieřa fèta dle minouřanseus de lèinga storiqueus de la provincha de Touiřin. Nos poupoulasioun dle valadeus alpineus: soun le pařoleus que iuvroun la famouza Carta de Chivas è le dzeun dle valadeus ie soun!
La sala de l’ecomuseo dla Crumiere lhet plèina, iot li sandic dla Val Pellice an prima fila avé la fèisa, lou presideun de la comunitaa montana, è li presideun de le asociasioun que ian acoumpanhaa ina vizita tré anteresan aou museo.
Lou founsiounaře de la provincha de Touiřin Candido ou l’ot presentaa lez-aoutořitaa è apre l’asesou Giuliano ou l’ot douna lou via ai travalh é ou l’ot moudeřaa lh’anterveun.
Lou presideun de la provincha de Touiřin Antonio Saitta ou l’ot coumplimantase per li travalh fét d’in si an è apre ina menouita de silensio per li mort de la tragica inoundasioun pasa aou Vilar ou l’ot ufisialmeun diquiařaa l’apodz de la provincha per LINGUA D’OC PATRIMONIO MONDIALE DELL’UMANITA è ou l’ot èivru li travalh.
La Carta de Chivas lhet atual ařo queme alouřa, ma seun et in gran limite per notra politica dle mountanheus, se atendeun col que tanteus tsozeus apré sesantesinc an fisoun aplicaa fot avé lou couradzo de diře que la politica dla mountanha forse lh’ot pa founsiounaa. [...]


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Prima festa delle minoranze linguistiche storiche della provincia di Torino
La libertà di lingua è condizione essenziale per la salvaguardia della personalità umana.
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Noi popolazioni delle valli alpine: con queste parole si apre la famosa carta di Chivasso, redatta clandestinamente dai rappresentanti della resistenza delle valli alpine piemontesi nel 1943.. dove tra le altre cose riporta: la libertà di lingua è essenziale per la salvaguardia della personalità degli uomini.
Bene! Ci sono ancora molte proposizioni di quel documento che aspettano, ma per la lingua alcune cose sono state realizzate! Ci sono ancora problemi per la grafia da adottare, si discute ancora molto sul sistema, ma per lingue tramandate da sempre oralmente ormai abbiamo anche una discreta letteratura.
Nel 1999 lo stato italiano con la legge 482 aiuta finalmente a parlare, scrivere e conservare la nostra lingua e cultura.
Nell’applicazione di questa legge la Provincia di Torino ha investito molte risorse ed ottenuto discreti risultati: solo ultimamente con Chambra d’Oc, in occasione delle olimpiadi invernali di Torino2006 ha realizzato un grande evento di comunicazione mondiale: Occitan lèinga olimpica.
Non solo materiale cartaceo ma anche l’utilizzo dei moderni sistemi di comunicazione, internet in primis.[...]
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Permieřa fèta dle minouřanseus de lèinga storiqueus de la Provincha de Touiřin
La libertaa de la lèinga lhet esènsial per la salvaguardia de la persounalitaa de lh’omeun.
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Nos poupoulasioun dle valadeus alpineus: soun le pařoleus que iuvroun la famouza Carta de Chivas èicrita a catsoun dai rapresentan de le coumbeus de mountanha dou cařantetre .. aioun tra lez-aoutreus tsozeus lhe deut: la libertaa de la lèinga lhet esènsial per la salvaguardia de la persounalità de lh’omeun.
Bèin! iot col vèiřo de tsozeus trataa desù sa docoumeun que ateundoun, ma per la lèinga carcareun et itaa fét! Iot cool vèiřo de problemi de grafia, iot col de discusioun, ma per ina lèinga que lhet deloun itaa maque bardzacaa ařò aieun ina discreta leteřatura.
Din lou milanousentanouvantenou la stat italian avè la ledze 482 ou nous-èide finalmeun a parlé, èicriře è counserve la notra lèinga. D’in l’aplicasioun de sa ledze la Provincha de Touirin lhot outenou de boun riscountr, per ultim ansèin Chambra d’oc, per lez-olimpiadi d’uvert Touiřin2006 lh’ot pourtaa avanti in gran travalh de coumunicasioun: occitan lèinga olimpica.
Pa maque èicriře ma anouvre tot li moudern sistema de comounicasioun, internet per pèrmie[...]

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Speciale ricette della Val Susa: interviste alle cuoche della nostra Valle.

Icona stagioni Primavera
Frittate d’erbe Per fare la frittata, rompere tre o quattro uova dentro una terrina, sbatterle bene, mettere una manciata di denti di leone (Taraxacum anche chiamato girasole di montagna o girasole dei prati) o di ortiche, ben tagliate, un pizzico di sale e una grattata di noce moscata. Aggiungere farina o, se si preferisce, pangrattato e far cuocere a fuoco lento in una padella coperta.

Icona stagioni Autunno
Insalata di patate e cavolfiore Far cuocere le patate e il cavolfiore in acqua salata, scolare e lasciar raffreddare un po’. Nel frattempo preparare l’aioli. Per fare l’aioli mettere due tuorli d’uovo in una terrina, un pizzico di sale fine, due spicchi d’aglio ben tritato e poi aggiungere l’olio, continuando a girare per fare la maionese. Quando la maionese è soda, aggiungere una goccia d’aceto. Tagliare patate e cavolfiori. In un piatto da portata, mettere uno strato di patate e uno di cavolfiori e un po’ di maionese. Ricoprire bene il tutto con la maionese di aioli.

Icona stagioni Inverno
Gnocconi di farina Rompere tre o quattro uova in una terrina, sbatterle con una forchetta, aggiungere sale e latte e lentamente la farina. Quando l’impasto acquista consistenza, farne dei grossi gnocchi con un cucchiaio e metterli a cuocere in acqua salata bollente. Gli gnocconi cuociono velocemente e si mangiano conditi con burro fuso o con salsa di pomodoro e, se si desidera, con una grattugiata di formaggio stagionato.

Le poutilha bastarde Le poutilha bastarde si preparano allo stesso modo delle poutilha semplici, mettendo però farina di frumento e semolino o farina per polenta bianca, in parti uguali.

Poutilha con riso in prigione Per fare le poutilha con riso in prigione, far bollire in casseruola acqua e latte in parti uguali con sale e burro. Quando giunge ad ebollizione buttare una manciata di riso. Cinque minuti prima del termine della cottura del riso, aggiungere un po’ di farina.

OCCITANO OCCITANO

Arsëtta dla Valaddë ad Seuizë: antervista a la cuziniera dla notrë valaddë.

Icona stagioni Lou Prim
Moulëtta d’èrba Par fâ ad moulëtta, casâ tréi o cattrë-z-ioû din unë grarë, lou fouatâ bian, bitâ douâ bèlla pinhà ad maripoursî o d’eùrtia, bian shapoutâ, sâ e un blous ad nou mouscà. Zhountâ un paou ad farînë o së la vô ad pan gratâ, fâ couéirë adousman din la pêlë cubarsà.


Icona stagioni L’Outën
Saraddë ëd tartifla e ëd shofleur Fâ couéirë din l’aiguë sarà lâ tartifla parà e ël shofleur, courâ e laisâ arfrazî un paou. Din ël méimë tan fâ l’aioli. Par fâ l’aioli bitâ doû zhaoune d’ioû dinz un grarò, un blous ëd sâ fînë, douâ dolsa d’alh bian gratâ fin e peui varsâ l’euri an boudran par fâ la maionézë; can i l’î faitë, zhountâ un paou ëd vinaigrë. Shapoutâ a léisha lâ tartifla e lou shofleur. Su un gro plat fâ un ran ëd tartifla e un ëd shofleur e un paou d’aioli. Can ël plat ou l’î prést, acouatâ bian ‘bou l’aioli.


Icona stagioni L’Uvêr
Lou landeirës Dinz unë grarë la vantë crapâ tréi o cattr ioû, lou fouatâ bian ’bou unë fourshëttë, shountâ un paou ’d sâ, ’d lai e adousman azhountâ la farinë. Can l’î prou eipéi, la s’fai ëd cleirà e la s’bittan couéirë din l’aiguë bulhantë sarà. I coian vittou, i s’eicoùran e i s’minzhan ’bou ël beurë rousì o ‘bou la saousë ‘d counsèrvë.

La poutilha batarda La poutilha batarda s’fan la méimë chozë ’ma laz aoutra, an bitan meità farinë e meità simoul o poulantë blanchë.

Poutilha ‘bou lou rî an preizoun Par fâ lâ poutilha ‘bou lou rî an preizoun, bitâ bulhî addin la casarolë meità d’aiguë e meità ‘d lai, sâ e beurë; can la pran ël beulh bitâ douâ pinhà ‘d rî, laisâ couéirë un paou, apré zhountâ la farinë e laisâ couéirë sinc munutta.

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Musica e canzoni occitani al Parco del Gran Bosco di Salbertrand

ingrandisci la foto Il 23 e il 24 maggio, al Parco del Gran Bosco di Salbertrand, organizzati dal Parco del Gran Bosco e dalla Comunità Montana Alta Valle Susa, si sono teuti i corsi di organetto, violino e canto occitani tradizionali, con i maestri Silvio Peron (organetto), Gabriele Ferrero, e Jean Mari Carlotti (canto). Hanno partecipato numerosi allievi, alcuni provenienti dalla vicina Francia.
Sabato sera, davanti ad un folto pubblico, i maestri del gruppo Mont-Joia hanno presentato il loro concerto al quale sono seguite le danze tradizionali. Domenica pomeriggio gli allievi hanno presentato i brani e le canzoni apprese davanti ad un pubblico caloroso.

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Musiquë e shansoun ousitana ou Parc dou Gran Bô ‘d Sabaltran

ingrandisci la foto Ël 23 e ël 24 dou méi ‘d mai, ou Parc dou Gran Bô ad Sabaltran, ourganizà par ël Parc e par la Comunità Montana Alta Valle Susa, la lh’a aougù lou cours par apran a sounâ ël semitoun e ël viouroun e par apran a shantâ ad shansoun ousitana, ‘mbou lou meitre Silvio Peron (semitoun), Gabriele Ferrero (viouroun) e Jean Mari Carlotti (shansoun). I l’an partisipà un baroun ad parsouna anteresà, la lh’ér mai ad cocun qu’i l’aribavan da la Fransë.
Ël disand a neui lou meitre dlou Mont-Joia i l’an fai ël counsér e la s’î mai dansà. La diamanshë apré meizhou louz eicourî i l’an presantà s’que i l’an apréi shantan e sounan coc cshansoun e i soun ità bian aplaoudì.

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Ce.S.Do.Me.O a “Ben vena magg”.

leggi l'articolo Venerdì, nove maggio,vi è stato un interessante incontro per le lingue minoritarie.
Marco Rey, Assessore alla Cultura a Giaglione e Vicepresidente del Ce.S.Do.Me.O. , si è recato ad Alessandria in occasione della rassegna “Ben vena magg” organizzata dal 1° al 11 maggio, da nove anni, dall’Associazione “Tratabirata” con il sostegno dell’Assessorato Provinciale alla Cultura.
Vi era un incontro dal titolo “il francoprovenzale , una lingua alpina”.

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Ce.S.Do.Me.O. à « Ben vena magg ».

ingrandisci Divendro, no mai, t’itaie in bela manifestaioun per le lengue minoritarie.
Marco Rey, l’assesou de la Culturra a la coumuna de Dzalhoun , è Vicepresidënt dou Ce.S.Do.Me.O. , ut alà a Alessandria pèr la féta “Ben vena magg”, ourganizaa da lou permie a l’ounze mai , giò da no an, da l’ Asochasioun Tratabirata è l’assesourato prouvinchal à la Culturra.
Ière in incountr qu së dëmandave “ Lou francoprouvensal , na lenga alpina”.

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FRICANDO' BUSIARD
Intervista di Bussolotti Francesca a Campo Gras Elvira della Creusa.

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FRICANDO' BUSIARD
Intervista di Bussolotti Francesca a Campo Gras Elvira della Creusa.

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Insalata e zuppa d’erbe
Insalata di fave fresche
Le poutilha


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Sraddë e Souppë d’ èrba
Saraddë ëd fava frësca
La poutilha


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CURIOSANDO A GRAVERE - LA PITA
Intervista a Silvana Morello, nata a Gravere nel 1949

Podcast del Cesdomeo Dalla piazza del Mollare, salendo verso la chiesa, prima di arrivare al Grande Essimonte, troviamo vicino al rio, una piccola casetta, la Pita, un vecchio mulino a pietra del 1775. Pin Saret, Olivero Giuseppe, nella seconda metà del 1800, ha comprato per sua moglie, Guglielmo Maddalena, la Pita; aveva intenzione di ingrandirla ma è sempre stata così. L’acqua del rio, che passava lì vicino, faceva girare la grossa macina, verticale in un grande catino, che girava più veloce o più piano e veniva spostata in base a quello che doveva frangere. A Gravere, una volta, c'erano molti meli; la maggior parte delle mele si vendeva. I commercianti di frutta all'ingrosso venivano già a comprarle quando i meli erano ancora in fiore. Le mele non vendute si conservavano per mangiarle e per fare del vino, la “poumada”. In autunno, arrivavano le bestie da soma che portavano “le benate” (contenitori rotondi in legno) piene di mele che venivano pestate. Le mele schiacciate si mescolavano poi con il raspo e le vinacce dell'uva e si faceva un vinello, più leggero, la “picheta”, che si beveva in primavera, o in estate durante i lavori in campagna. Non si beveva la poumada pura , il sidro, poiché fermentava molto nelle botti. La macina della Pita girava di continuo, anche di notte.

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“LA PITA” de Graviére
Di Francesca Bussolotti

Podcast del Cesdomeo Da la plasa dou Moular, alòn amoun vers l’ingleiza , devon arivé aou Gron Eisimoun, tacà lou bialh, trouvèn inna pecita meizounëtta, la Pita, in vielh mulin a piera dou 1775. Pin Sarèt, Olivero Giuseppe, din la secounda meità dou 1800 ( millevesent), l’a citaa per sa fumèla,Guglielmo Maddalena, la Pita; l’avat antensioun d’angrandila , ma i sempre itaa parìe. L’ éiga dou bialh , cou pasave iqui tacaa ,fasat viré la grosa piera, dreita din in gro gatin, qui virave plu vutto o plu adasiot è venat meiraa, a secounda de senque devat pité. A Graviére, in col, a ière in baroun de poumìe; la plu grosa part de le poumme se vendat. Li fritasé venion giò a citele corra li poumìe ieroun incò an flou. Le poumme pa vendué se gardavoun per mingé è per farnen lou vin, la “poumada”. D’itouenh arivavoun le bétie qui pourtavoun le benate pleine de poumme qui venion pità. Le poumme bernhacaa se meiclavou pi avéi la rapa di reisin è se fasat in vin pechit, plu legìe, la piqueta, que se beivat duron la primma o de choutenh, corra se fazion li travalh an campanha. Se beivat pa ton la poumada pura, i fermentave in baroun din li boutal. La rouà de la Pita virave an countinouasioun, onca de nuèit.

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bandiera     Espourtèl par la lënga minoritéra dla Prouvinsë ad Turin
bandiera      Spourtel per le lengue minoritarie de la Prouvincha de turin
bandiera      Sportelli per le lingue minoritarie della Provincia di Torino
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Vné mei voû a mënâ la bartavèllë - Un video del corso di lingua occitana realizzato da Valentina Porcellana

Podcast del Cesdomeo I corsi di lingua occitana organizzati in alta Valle di Susa, con il finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’ambito del programma degli interventi previsti dalla Legge 15 dicembre 1999, n. 482: “Norme per la tutela delle minoranze linguistiche storiche”, continuano a riscuotere grande successo. Dopo i tre corsi realizzati ad Oulx nel 2004, 2005 e 2007 che hanno avuto complessivamente 250 partecipanti, sono stati attivati due corsi nel 2007 a Salbertrand con la partecipazione di 120 persone ed è ora in corso il terzo che ha attualmente 40 iscritti. [...]

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Vné mei voû a mënâ la bartavèllë -Un video dl’eicòrë ad lënguë ousitanë fai da Valentina Porcellana.

Podcast del Cesdomeo Laz eicòra ad lënguë ousitanë ourganizà din l’aoutë valaddë ad Seuizë i plaian cioû un baroun e la soun finansià ‘mbou lou soou butà a dispozisioun dou gouvernaman marsì a la louà 482 dou 1999 qu’i dounnë la regla par counservâ la lënga quë soun parlà mac d’unë minouransë ad parsouna.
Apré l’eicòrë d’Ours dou 2004, 2005 e dou 2007, anté qu’i soun anà 250 ecourì, la lh’à oougù dou sesioun a Sabaltran ‘mbou 120 parsouna e ieuir la lh’à un trouaziém ‘mbou 40 partisipan. [...]

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Giancarlo Lussiana - L'attività del malgaro in Val Sangone

Coazze-Alpeggio Sellery a Valle. Clicca per ingrandire la foto. Il link aprirà una nuova finestra del browser - Mi siou Jancarlo Loussiana e si sant a i Serrì, Serrì da val isì. Mi séi d' Couase.
- Que lingoua si parla a Couase?
- E lou couasin.[...]

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Giolitto Francesco - Il mestiere dell'arrotino in Val Soana

Francesco Giolitto in posa vicino al carretto dell'arrotino. Il link aprirà una nuova finestra del browser Oura mè i seu Franchésco Jolitto, i seu nâ a Frasinéi, 'n bourgà Tétti, nel mileneuouséntecouarantun. Da jouën i seu sémpe sta ëlvà dai nonni[...]

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Lucia Costa - Il lavoro dell'ahcapinera in Val Soana

Gli ahcapin e gli strumenti di lavoro. Il link aprirà una nuova finestra del browser G'éi nòm Costa Maŗia Louchia, peŗò i mè demàndoun tuti Chia, è 'n po pi cuŗt ou se fai pi pŗèt.[...]

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Mario Moschietto - L'attività del carbonaio in Val Sangone

Giaveno-Valle del Romarolo. Il link aprirà una nuova finestra del browser Mi m' chamou Mario è, Mario Mosquiétto, mi a chamou Mario dla Fransa. Mi éi sémpe... peui taiavou 'd bosc e peui a faziou d' carboun... [...]

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Piero Geninatti Crich - Il mestiere del chiodaiolo nelle Valli di Lanzo

Al lavoro nella fucina. Il link aprirà una nuova finestra del browser An butà nom Piéro ma m'an sémpre chamà Piéro e sicoume j'avou li chavéi rous, Piéro lou rous. Abito al Plissì, Frasioun 'd Mizinì. [...]

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Rosanna Silvestro - Antichi mestieri in Val Cenischia

La Val Cenischia. Il link aprirà una nuova finestra del browser Më demëmåndo Ŗosanna Silvéstŗo, dë sèn a ma mizhoun a Nouailèizë a tsën dla vinheù. Lou post in col i éŗe dit dou Fouŗnèl[...]

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Ruffino Maria - Le attività agro-pastorali in Val Sangone

Val Sangone-vista del gruppo Orsiera-Rocciavré. Il link aprirà una nuova finestra del browser Më schamou Rouffino Maria, séi na 'n Couase lou vintecat 'd fevré dou vintesét. I éi travaià la campanhi fin qu'i séi mariame,[...]

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Sergio Perino - Il mestiere dello scalpellino in Valle di Susa

Cava di pietra La Balma in Frazione Tignai. Il link aprirà una nuova finestra del browser Mi më schamou Sèrjo Perino, i seui na a ou Vilè, Villar Focquiardo, ou Vilè. E peui i seui annù a travaié isì[...]

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100 persone per i 100 anni della magliaia di Moretta

Giaglione-località Cré. Clicca per ingrandire la foto. Il link aprirà una nuova finestra del browser Il 16 marzo, al Borgo Superiore di Oulx, a Casa Nazareth, si è fatta una bella festa in occasione dei 100 anni di Secondina Perron di Moretta. Secondina, nata a Moretta di Oulx il 22 marzo 2008, è sempre in gamba e tutte le mattine fa la sua passeggiata per mantenersi in forma. L’anno scorso ha deciso di trasferirsi a Casa Nazareth perché era ormai sola in borgata Moretta, un po’ fuori da Oulx lungo la strada per Cesana. Coltivava ancora il suo orto e tutti i mercoledì scendeva a piedi al mercato con il suo bastone, ma ora la strada è un po’ pericolosa con le macchine che sfrecciano veloci. È ormai un po’ di tempo che Secondina non fa più maglie, ma ne ha fatte molte in vita sua perché faceva la magliaia. Alla sua festa c’era molta gente, cento persone per farle gli auguri e darle i regali. Il Sindaco, Mauro Cassi, il Presidente del Parco del gran Bosco di Salbertrand, Massimo Garavelli e l’Assessore Laura Sigot hanno fatto i discorsi ufficiali. Tutti i convenuti, con la famiglia dell’adorata nipote, le suore di Casa Nazareth e gli ospiti della casa di riposo hanno festeggiato in onore della magliaia di Moretta. Un’altra magliaia, Franca Capello di frazione Amazas che ha appreso il mestiere da Secondina, ha fatto un discorso in occitano e le ha augurato altri 100 anni.

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San parsouna par lou sant an dla malhiêrë dla Mourëttë

Giaglione-località Cré. Clicca per ingrandire la foto. Il link aprirà una nuova finestra del browser Ël sëzzë dou mèi ‘d mars a la Viêrë d’Ours, din Meizoun Nazareth, la s’î fai unë bellë fêtë an oucazioun dlou sant an dla Sigoundinë Perron dla Mourëttë. La Sigoundinë, neisuë a la Mourëttë d’Ours ël 22 ‘d mars dou 1908, i l’î cioû an gambë e tou lou matin i s’fai dou pâ par ‘s tinî an fourmë. L’an pasà i l’à disidà dë s’meirâ a Meizoun Nazareth parqué l’êrë touttë sourëttë a la Mourëttë e un paou ‘d for d’Ours, ou lon dla vië par anâ a Sazanë. I s’fazìë soun zhardin e tou lou mercre i vnî aval a pé ou marshà, ‘mbou soun batou, ma ieuir la vië i l’î un paou trò danzheirouzë bou toutta cla mashina qui fillan ma ‘l diablë. L’î zhò un paou ‘d tën que la Sigoundinë i fai pa mai ad malha, ma i n’a peui zhò faita din sa vittë parqué i l’a cioù fai la malhêrë. A sa fêtë la lh’êr un baroun ad zhan, san parsouna a lh fâ louz aouguri e a lh dounà coc cadò. Ël Consou Mauro Cassi, ël Prezidan dou Parco dou Gran Bô Massimo Garavelli e l’Aseseurë Laura Sigot i l’an fai ad bioou discourse. Touttë la zhan ‘mbou la familhë ‘d sa nêsë, la mounha ‘d Meizoun Nazareth e tous quellou qu’i vivan icì i l’an fai fêtë a l’ounoû dla malhêrë dla Mourëttë. Unë aoutrë malhêrë, la Franca Capello douz Amazà qu’i l’a apréi a fâ ‘d malha da la Sigoundinë, i l’a fai ël discour an patouà e i lh’a dì dë s’counservâ bian ancar par d’aoutrë sant an.

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ESCARTON D'OULX: 294 ans après le traité d'Utrecht - 294 anni dopo il trattato di Utrecht ...

ITALIANO:
La regione del “Grande Escarton”, spesso chiamata “Repubblica degli Escartons”, di fatto non ha mai avuto un’autonomia politica, né è mai stata una repubblica, anche se i suoi abitanti godevano, fin dal medioevo, di diritti molto superiori a quelli delle provincie vicine. [...]
FRANCESE:
Ce pays est souvent appelé, à tort, la "République des Escartons". Oui, ses habitants avaient, depuis le moyen âge, des droits bien supérieurs à ceux des provinces voisines. [...]

In collaborazione con "Escarton d'Oulx"
Si ringrazia Cyrille Rochas e Daniela Garibaldo

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OCCITANO OCCITANO

Lë regiun du Grand Escarton suvan i l’ē dì “Repüblikkë duz Escarton”

Podcast del Cesdomeo Lë regiun du Grand Escarton suvan i l’ē dì “Repüblikkë duz Escarton” ma l’ē giamei ità ünë repüblikkë e i l’à giamei agü ünë autonomië politikkë, mèimë slë pupulasiun prufitave, ‘d pöi du medioevo, lu dré plü au dlaz autra pruvinsa. Purtan l’esistansë i lh’erë plü difisilë. Luz Escarton, tu pré dlë frontierë, i l’an sübì l’invasiun e lë pasaggë dla truppa du Delfinato, du Piemontèi, duz Italiën, sëns esüblea la devästasiun dla ghèra ‘d religiun, laz avalancia, la rüna e ‘l füë cu brülavë lu paī, e tut purtavë a lë miserë. [...]

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Berton Maria - La storia del Lupo e della volpe - SAUZE DI CESANA

Podcast del Cesdomeo Un lupo ed una volpe erano entrati nel pollaio di suo nonno attraverso il varco (junie) della porta. La volpe furba, ogni volta che mangiava una gallina, provava ad uscire attraverso questo pertugio fintanto che passava, il lupo, ingordo, invece continuava a mangiare senza preoccuparsi. All’arrivo del nonno, le due bestie si precipitarono verso l’uscita, ma solo la volpe riuscì a fuggire ed il lupo imprevidente si prese un sacco di legnate [...]

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OCCITANO OCCITANO

Berton Maria - El loup e el reinålt

Podcast del Cesdomeo - A poiou countiaou l’istouarå del loup e del reinålt.
- Ou pouià nou la countà l’istouarå?
- E già. El loup e ‘l reinålt qui soun rintrà din la crotta.
- Ma la crotta de qui?
- La crotta ad nouz aoutre, là.
- La votra?
- La crotta dou veuls.
- Ouei.
- E lh’éra una fenétra que l’avìa ‘n pertù, aloura l’e intrà el loup e ‘l reinålt. Ma el reinålt plu furb a minjavë un po, peui la vòou virë se la pasava din el pertù per sourtî.
[...]

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CONCORSO DI POESIA IN LINGUA OCCITANA: "CHANTAR L’UVERN"

Podcast del Cesdomeo Il Comune di Chiomonte, in collaborazione con il Parco Naturale del Gran Bosco di Salbertrand e del Comitato Manifestazioni Chiomontine, e con il contributo economico della Provincia di Torino, ha indetto un concorso di poesia in lingua occitana, che si è concluso con la cerimonia di premiazione il giorno 26 gennaio u.s. [...]

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CHANTAR L’UVERN

Podcast del Cesdomeo La flëmmo blansho
La neÎo i l’arivo plan, a l’oumbro ad lâ nèbblae
Qui fan in bê a lâ montanhae dizabilà.
I deison plan, plan e lâ plantae da rodia
Plan planin i venoun blanshae.
Lâ garnasshae i soun ad shittae icheřae silënsiouzae
Qui sêmbroun mountâ a la plaso ad deisëndae
Din l’er qu’on l’o pâ ad flà…
La grandoû i sëmbro angranjò dou fret
Qu’on douno in ideîo d’esae libbrae.
[...]

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Il forno di Rollieres: il Sig. Strazzabosco Bruno

Podcast del Cesdomeo Il video qui presentato ci descrive un forno usato tradizionalmente dalle famiglie nei tempi andati e che è stato salvato dalla distruzione da un intervento del comune che ne ha consentito il recupero. Il forno è dotato di 2 bocche da forno, la prima con tiraggio e la seconda senza. Nella bocca da forno dotata di tiraggio si panificava una volta al mese per tutto l'anno. [...]

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OCCITANO OCCITANO

El four dë Roullhiera - Strazzabosco Bruno

Podcast del Cesdomeo Nouz aoutre nou sen din ‘l fourn ‘d Rouliera. Nou sen biån countén d’oou presentà el fourn anque perqué veur ou founsiouna. Nou lou bitén an founsioun toutte louz ån per San Piér a la feta dou paì e nou fazén el pån. Que pån qu’ou vié iquì que peui nou distribuén a toutta la persouna que venou isì a nou fâ ounour de venir isì a notre paì. [...]

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Perrachon Lorenzino - Le feste di SAUZE DI CESANA

Podcast del Cesdomeo La festa invernale più sentita era il carnevale che durava anche una settimana. Era rappresentato da 17 – 18 personaggi che vestivano abiti preparati dalle ragazze del paese, c’erano il Carnevale e la moglie, i carabinieri, gli arlecchini l’avvocato, la “doppia”, la vecchia e la Quaresima… A fine della rappresentazione si svolgeva il processo al Carnevale che veniva condannato lasciando spazio alla Quaresima. Si faceva il giro di tutte le borgate e la gente offriva delle uova, dei piccoli doni ed alla fine della settimana il “raccolto” veniva consumato con grande allegria e contemporaneamente veniva bruciata la vecchia (due fascine di legna) a chiusura del Carnevale.

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OCCITANO OCCITANO

Perrachon Lorenzino - La feta dou Sauzë dë Sëzanà

Podcast del Cesdomeo - Calla z’éran la feta que t’fazìa ou Saouze ?
- Oh ad feta nou... nou d’uvért, nou prenon souz asquì.
- La nh’èra pa la feta do Sen Zhaque?
- Ah beh, d’ità ouai laz uzavë un po ‘d moui parqué nh’éra ancà mouei ‘d jent e… la nh’éra el bal entloura.
- E d’uvért?
- E d’uvért nouz anavan s’louz asquì. E la feta ad Charenda ?
- Fazìe pa nhente a Charenda?
- Se que ti regalavou lou noni?
- Eh, lou noni me regalavou din que moument iquì dou soou. Dou soou o cacun cat soou. Peui cacun dounavå magar doua mandarina o doua fica, doua cocca, tut iquì.
[...]

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San Vincenzo, Priore e spadonari - GIAGLIONE

Podcast del Cesdomeo Il 27 Gennaio 2008 si è svolta la Festa di San Vincenzo a GIAGLIONE: leggete l'articolo per vedere le foto delle priore con abito tradizionale Giaglionese, la cuffia, lo scialle e il grembiule. Ancora scoprite le tradizioni degli spadonari e della loro danza e cos'è il bran!

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Séin Viseun, priouřeus è spadouneire - DZALHOUN

Podcast del Cesdomeo Sèin Viseun - DZALHOUN - 27 dzènie 2008 Le prioureus, li spadouneiře, lou bran... Li spadounèiře de matin van a queři la priořa festeggia a mèizoun, ina pousesioun lhe vèt fin a l'èigleiza, devan li spadounèiře, la muzica, lou bran le priouřeus è l'aoutuřita. Devan a l'èiglèiza baloun li spadounèiře è apree mesò tournoun a la mèizoun de la priora [...]

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Berton Maria - La storia della sua vita - SAUZE DI CESANA

Podcast del Cesdomeo Io mi sono sposata nel Cinquantasette e poi sono sempre stata qui perché i nonni facevano i pastori e andavamo a Torino poi d’estate qui. Poi mio marito aveva il negozioe andava a vendere con il camion ed io restavo nel negozio. Vendevo un po’ di tutto. Dal pane alle salcicce, al formaggio, la verdura, i detersivi, tutto [...]

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Berton Maria - L'istouarå dë sa vitå

Podcast del Cesdomeo Mi a m’siou marià dal sincantesèt e peui siou tejoù ità isì perqué moun nonou fazian lou berjìe e nouz anovon a Turin e d’ità isì e peui a m’siou marià dal sincantesèt e sen ità tejou isì. E oualà e apré moun om ou l’avìa el magazin e aloura el l’anavo a vendre be el camion e mi a restavou din el magazin, e oualà e vandiou un poou ‘d tout. Dal pån a la saousissa, al fourmajjë, la vardura, lou detersivi, tout, tout a la fin [...]

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Merlin Pieretta: la torta di patate - SAUZE DI CESANA

Podcast del Cesdomeo Allora la chiamavano torta di patate, non è una torta dolce ma salata. Bisogna impastare la farina con un po’ d’acqua e il lievito come per fare il pane. [...]

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Merlin Pieretta: Lå tourtå ëd tårtifla

Podcast del Cesdomeo Stouz ans la sounavan la tourta ‘d tartifla, ma l’e pa na tourta l’e na tourta salà. Aloura venta patâ la farina bou ‘n po d’eiga, el lievito e la s’ampâtë tout coum a fâ el pån [...]

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Manzon Mario - Sauze di Cesana - COME SI FACEVA IL PANE

Podcast del Cesdomeo La gente, a turno, faceva macinare un po’ di grano per fare il pane, il pane di segale che dava molto lavoro, che purtroppo io ho fatto. Bisognava impastare con l’acqua bollente. Si versava l’acqua bollente nella farina e si utilizzava una paletta di legno perché con le mani non si poteva impastare e così, con la paletta di legno, si mescolava bene l’acqua bollente con la farina, che già cuoceva un poco la farina. Poi, quando non era più tanto calda, allora si poteva impastare ben quel pastone con le mani. Poi lo si lasciava riposare nella madia per ventiquattrore [...]

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Manzon Mario - Coummë ës fåziå ël pån

Podcast del Cesdomeo La jent a tourni ou fazioun moulinà an paou de gran par fâ el pån, fâ el pån de blà que dounave un baroun ad travalh, que pourtrop a l’ai fait. La vantava ampatà e fâ l’aiga bulhenta. L’aiga bulhenta vueidà din la farina e uzavan una paletta de bôc perqué coun la mån la poian pa ampatâ e aloura coun la paletta de bôc ou meiclavan bian l’aiga bulhenta bou la farina, que couìa un paou la farina. Peui cant i l’éra pa måi tan chaudë alour s’anavë bou la mån e l’ampatavou bian ste patoun. Peui lou leisavoun din la moi per vintecattr’oura. [...]

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Recita di Natale dei bimbi di Bardonecchia

Podcast del Cesdomeo A Bardonecchia, il 21 Dicembre 2007 l'imminente Natale ha ricevuto il migliore e più commovente benvenuto possibile dall'allegra nidiata dei bambini di 5 anni che hanno seguito il corso di patouà con la maestra Augusta. [...]

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Gesù Bambin - Clelia Baccon

Podcast del Cesdomeo Gesù Bambin, s’ù fussa nesü’
u mē dla muntannha d’ notrë päī
u sarìa ità, ä n’än sìu sëgū
din notrë etabblë ‘l biën vëngù!
[...]

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Colturi Riccardo legge una sua poesia sul PATOUA'

Podcast del Cesdomeo PATOUÀ
Lingua dei nostri vecchi
Lingua parlata da noi
Cerchiamo di parlarla sempre
Se non ci vogliamo perdere
In questo mondo spaventato [...]

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Colturi Riccardo: L'ommë quë ou l'à cullhì la vellha choza

Podcast del Cesdomeo PATOUÀ
Lenguë dë notrou velhou
Lenguë parlà da noù
Charcen dë la parlá tëjou
Sì nou vouřen pâ së pérdë
Din sé mound ipouvantà [...]

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Fassino Rinaldo - Il mestiere dello stagnino in Valle Orco

Progetto Alfieri Mi chiamo Fassino Rinaldo, sono nato su a Perebella [Locana] nel millenovecentoquarantadue. Poi mi hanno portato giù a San Lorenzo a farmi battezzare, poi mi hanno di nuovo portato giù, mi hanno portato giù che avevo sei anni. [...]

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Fassino Rinaldo

Progetto Alfieri Më schamou Fassino Rinaldo, sui na su a Pereballa del mileneuouséncouarantëdui. Peu a m'on pourtà ju batezar a San Lourèns peu a m'on tourna pourtà ju, a m'on pourtà ju j'avì sés an. [...]

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Enrichetta Vottero - Le attività agro-pastorali in Valle di Susa

Progetto Alfieri Io mi chiamo Enrichetta Vottero. Sono nata il sette gennaio del millenovecentoventi. Ora ho ottantasette anni, ottantasette. Qui ci troviamo a Urbiano che è una frazione del comune di Mompantero. Io ho sempre lavorato la campagna, sono rimasta con u... na mano piena d'aria, niente soldi ma... la salute ringraziando mi ha "accompagnata" fino ad oggi.

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Enrichetta Vottero

Progetto Alfieri Me më 'mmando Enriquétta Vottéro. G'e nâ lou sèt dë gënûa millenovechentovénti. Aourà g'éi outantësèt ani, outantësèt. Ihì së trouvân an Urbian que èt ina frasioun dou coumun dë Moumpantia. Me g'e sampe travalhà la campanha, g'éi restà avû i... na man plén-a d'aria, pa rën dë sordi ma... salute ringrasiand i a pourtamë fin ourà.

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Elio Ceretto Castigliano - Il mestiere del mastro ramaio nell'Alto Canavese

Progetto Alfieri Io mi chiamo Elio, di cognome Ceretto Castigliano e sto in piazza Europa, che una volta era piazza Fond Pont. Però adesso hanno cambiato e hanno messo piazza Europa, numero sei. La mia attività consiste nel lavorare il rame, il ramaio. Faccio un pò di tutto... quello che... quello che capita di fare.

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Elio Ceretto Castigliano

Progetto Alfieri Mi më schamou élio, di conhome Cerétto Castilhano e stoû an... piasi Eouropa., que na volta a l'éra piasa, Fount Pount. Però adés a l'an cambià an butà piasa Eouropa, numer sès. La mia atività a l'e coula travaiar ël ram, ël manhin. Foun 'n po tut... lon que... lon c'an capita da far.

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Diego Castagneri - Il mestiere del muratore in Val d'Ala di Lanzo

Progetto Alfieri Allora, io sono Diego Castagneri, sono di Balme ma abito a Chialambertetto, dopo che mi sono sposato sono andato a stare a Molette, è un altro paese sempre del comune di Balme. Faccio... Per vivere faccio il muratore e aiuto in famiglia perché abbiamo le mucche e abbiamo anche il negozio.

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Diego Castagneri

Progetto Alfieri Aloura, me sè Diégo Castanhéri, sè 'd Bàrmës, ma istou a Chabartòt, dopou quë m'è marrià sè alà sta a 'l Moulòttes, es n'aoutou pais sémpre dou coumun 'd Bàrmës. I faou... Për vivrë i faou lou mouradoù e juttou an famî perqué g'èn ël vàchës e g'èn co ou negosi.

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Chiolerio Renato: il mestiere dello stagnino in Val Soana

Progetto Alfieri Io mi chiamo Chiolerio Renato, sono nato a Fontanetta il sette marzo del 1946, comune di Valprato Soana.
Mestiere dello stagnaio è quello che ho imparato, poi mi sono aggiustato a fare di tutto, no? Basta che veda poi metto... ho sempre messo in pratica.

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Chiolerio Renato

Progetto Alfieri Guijò me dëmando Quiolério Renato, séi nasù a Fountanëtà al sèt dë marf del mileneufhentecaŗantësès, coumun dë Courdanéŗi.
Mestiér del ŗuga è couello que o imparato, poi me sè ringuià a fare tòt, no? Basta que véda poi métto... o sempre messo in pratica.

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Bruno Tessa: La tessitura della canapa in Val Sangone

Progetto Alfieri Il mio nome è Bruno, ci troviamo a Coazze, qui è al Villargrande. Io tesso, ho il telaio e tutti gli attrezzi per fare tela. Sono riuscito, diciamo, a ricostruire ancora la tessitura con gli attrezzi di una volta, ho trovato tre telai e poi l'altra attrezzatura l'avevamo ancora, perché la mia famiglia, i miei facevano tela, l'hanno fatta fin verso il millenovecentocinquanta e poi le nonne erano già vecchie, non potevano più farlo, allora hanno poi smesso.

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Bruno Tessa

Progetto Alfieri Mi i éi nom Brouno, s' trouënt an Couase, isì a l'et a... a ou Vilegrënt. Mi tésou, i éi lou talèi e tut i atrési për fe téla. I seui aruvà, diouma, a ricostruì 'ncoura la tesitura coun i atrési d'in bot, i éi trouvà trai talèi e peui l'aouta atresitura l'aien-t incoura perqué ma famia, li meui i faiuon téla, fala fin vers lou mileneuousëntesinquënta e peui ël none i érou gë véi, pouioun pa pi fèlou, aloura i an co piantà iquì.

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Borla Giovanni Battista: L'attività del corriere nella Valle di Viù

Progetto Alfieri - Io Borla Giovanni Battista. Sono nato a Piazzette [borgata di Usseglio] il venticinque giugno del millenovecentoventisei. Mio padre era qui di Usseglio, mia madre invece della Saletta [borgata di Lemie]. E mio padre, quando sono nato io, faceva già l'albergatore e aveva già la macelleria, aveva anche la macelleria, lou mazer. Negoziava anche nei vitelli e nelle bestie, mio padre. E andava anche giù a Chivasso il martedì a portare i vitelli di Usseglio.

- Come hai iniziato a fare il corriere?

- Ho iniziato perché cominciando a dar via [vendere] il legname... dopo ti ho detto, meglio che prenda anch'io un recapito, perché i rappresentanti venivano su a vendere, ma venivano su con la corriera o con la bicicletta, vendevano e dopo andavano giù. Allora dopo mi dicevano poi, vai a caricare il tal giorno che la roba è pronta e portavi su di tutto. Come fosse adesso, la prima settimana di luglio io avevo già finito di portare su i bauli e i lettini perché tutte le soffitte e tutte le camere [d'albergo] erano già tutte impegnate, occupate. E fin dopo la metà di settembre la maggior parte [dei villeggianti] stava a Usseglio.

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Borla Jovanni Battista

Progetto Alfieri - [Come si quiama?]

- Io Borla Jovanni Battista. Séi na al Piasteù, il vintesinc 'd junh dou milaneuseuntevintesés. Moun pare ou i ére isì d'Isseui, ma mare nvéche dla Sartà. E moun pare, can qui séi na mi, ou fazit ja l'oubergista e ouî ja lou mazèr, ouì co la macelleria, lou mazèr. Ou negousiave co nti bouchin e ntil béstië moun pare. E ou i alave co ju a Chivas a ou dëmars a mna li vel d'Isseui.

- Coume ta ncoumensà per farë lou corriére?

- I éi ncaminà perqué coumensan da via 'l bosc dop l'éi dite méi que përnô ou recàpit co mi perqué i rapresentënt vënioun su a vènde ma vënioun su sla corriéri o coun la biciclëtta, ou vendioun e apré alaou ju. Aloura dopou ou 'm dizioun peu, va peu chargé ou tal jòrn que la roba è prounta e t'aià mna su d' tout. Come ourà, la prima smana 'd lui mi aiou ja finì di mna su i bavul e i letin përqué teuiti i soulé e tueitëz ësteunsië i érou ja touteù empenhà, ocupà. E fin-a dopou la metà di stémbe la grën part stàvoun a Isseui.

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Aldo Regis: La viticoltura in Valle di Susa

Progetto Alfieri Io sono Aldo, a Giaglione mi chiamano Aldo del Torino... e qui siamo nella mia vigna del Cré, il penultimo terrazzamento giù in fondo. Mia madre lavorava il cotone e poi a tempo perso lavorava la vigna e mio padre anche, lavorava all'Assa [acciaieria di Susa] e a tempo perso andava a lavorare la campagna, e quando sono andati in pensione si sono dedicati appieno ai lavori della campagna. I vecchi di mio padre mi sembra che arrivassero da Coazze. Suo padre faceva la tela e il barbiere e sua madre tesseva la tela. Invece quelli dalla parte di mia madre, loro lavoravano la vigna, avevano anche due o tre mucche, facevano il fieno e vendevano un po' di burro, un po' di formaggio e vendevano qualche vitello.

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Aldo Regis

Progetto Alfieri Me sèi Aldo, an Dzalhoun damandoun Aldo dou Touiřin... e isé seun din ma vinhò dou Cré, la penultima eichafa bâ ou foun. Ma maře lhe travalhave ou coutoun e apré a tèin perdù lhe travalhave la vinhò e moun paře tot pařië, travalhave a l'Assa e a tèin perdù ou alavet travalhé la campanha; e can soun venù an pensioun i an fran dedicase a li travalh dla campanha. Li vielh dë mon paře m'aseumble que arivìsoun da Couàseus. Soun paře ou fèzè la tèila e lou barbie e sa maře lhe tesét la tèila. 'Nveche si d' ma maři loû aioun travalhà la vinhò, aioun co dùvës ou trê vàchës, fezioun lou fèin e vendioun 'n bleuc dë beuro, 'n bleuc d' toumò e vendioun carque vel.

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"Vox Cantorum" Canto spontaneo... tra storia e rito sociale incontro sul canto spontaneo di tradizione SABATO 15 DICEMBRE 2007

Vox Cantorum Nella splendida cornice innevata delle montagne di Giaglione si è svolta sabato 14 Dicembre 2007 l'evento VOX CANTORUM, a cui hanno preso parte, oltre a numerosi relatori, le compagnie: Sos Cantores di Cuglieri (Sardegna) e Compagnia Sacco di Cerriana (Liguria)
Guardate il video della manifestazione contenente l'intervento di Valter Giuliano e alcune canzoni delle due compagnie.

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Dzalhoun: disando 15 dezeumbro 2007
Gran dzournaa per la tsansoun a Dzalhoun


Vox Cantorum Dzalhoun èt deut: paii dla muzica è di tsantre, alura ou ospite avé orgolh ina dzournaa de travalh tsu la tsansoun.
Lou cesdomeo a travé l'asouciasioun " muzica viva" ou patrocine si travalh, finansie la regioun Piemoun, iot li ricercatou, lh'arquive.Se trove a 11,30 per l'aperitiv è la mareunda, aou centro poulivaleun de la quemuna de Dzalhoun, iot li tsantre de la " compagnia Sacco" de Cerriana an Liguria, è lou group sos cantore de Cuglieri an Sardenha.

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MOSTRA FOTOGRAFICA DAL 18 AL 21 DICEMBRE 2007 E PRESENTAZIONE DEL LIBRO VENERDÌ 21 DICEMBRE.

Presentazione Libro Tonini Nella settimana dal 18 al 21 Dicembre 2007 il Ce.S.Do.Me.O. a Giaglione ospiterà la mostra fotografica di presentazione del libro "Vestivamo da balilla" di Mario Tonini. Verranno esposte varie fotografie della Valle nel periodo fascista. Venerdì 21 Dicembre la mostra si concluderà con la presentazione del libro alle ore 21.00 presso la sala del Ce.S.Do.Me.O. a cui siete cordialmente invitati.


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Espuzisioun de foto dou 18 ou 21 dezeumbro è prezentasioun dou lèivro diveundro 21 dezeumbro.

Presentazione Libro Tonini D'in la semaouna dou 18 ou 21 lou cesdomeo de dzalhoun ou l'ospite l'esouzisioun de foto è la prezentasioun dou lèivro "nou vitian da balilla" de Mario Tonini, ieřot vèiřo de foto di pai de la val de l'epoca fascista. Diveundro 21 sareun l'esouzisioun avé la prezentasioun dou lèivro è Vouz-anviteun.
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Ninin lavora a maglia
Meana di Susa

NININ LHE TRAVALHE A MALHA "...qui ho fatto la pantofola, ma è solo imbastita. Ero molto brava un tempo! Ero anche capace a fare le coperte, i disegni a zig-zag, le pannocchie, le presine, sapevo fare i guanti con le trecce sopra; anche le maglie con le trecce sul davanti, ... la maglia si lavora a dritto, a maglia "razaa", per fare le trecce bisogna incrociare.. "
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NININ LHE TRAVALHE A MALHA
Miana

NININ LHE TRAVALHE A MALHA "..Isé iei fèt le pantouflË, ma iei maque anbastila.
Ieřo an gamba in cool! Ieřo asé bouna a faře le couverteus, li dizenh a zig-zag è le '' pannocchie è la prezina'', ieřo asé bouna a fare li guËn in col, avé le terneus desù: anque la malha avé tot le terneus devan, ... se travalhe la malha a drit, la malha razaa, per faře le terneus foot angrizee le malheus."
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Bouldering: raduno di arrampicata su blocchi di pietra

Volantino Sabato 13 e Domenica 14 Ottobre si è svolta a Chiomonte la 2° edizione del raduno di arrampicata su blocchi di pietra,disciplina nuova chiamata ''bouldering''. Una due giorni organizzata dalla sezione CAI di Chiomonte e dalla Palestra BSIDE, con il contributo del Comune e il supporto dei volontari della sezione locale dell'ANA.
Di Giancarlo Sibille

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Bouldering: raduno d'arampicaddo sû bloc at pèiro

Volantino Disonde 13 e Dimeuizho 14 Otobre la s'è tingù a Shomoun la 2à edizioun dou raduno d'arampicaddo sû bloc at pèiro,dishiplino novo sounò ''bouldering''. In doû zhoû ourganizò da la sesioun CAI at Shomoun e da la palestro Bside,vèî al contributo at la Coumuno e Ël soupor at loû voulountéré at la sesioun loucallo at l'ANA.
De Giancarlo Sibille

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La storia ritrovata
Riflessioni di un turista in visita alla Val di Susa

Giaglione foto "Allora la continuità della tirannica scansione temporale in cui siamo immersi, affrettata, ossessiva, quotidiana, si spezza di colpo per scoprire e poi lasciarci cogliere al suo interno la presenza di una diversa bolla di tempo. Entrare a contatto con la lingua e la parola di altre epoche, all'interno di ciò che rimane dei luoghi che la videro nascere, ci aiuta a capire che, a volte, non ci si limita a visitare dei luoghi, ma che si può abitare un tempo diverso da quello che, temporaneamente, ci ospita."
Di Daniele Radogna
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Te torneus trouve la storia
Lou pènsee d'in turista an vizita dla Val Souiza

Giaglione foto "La storia que peian souèindzee, lhe soort dou preseun è nou fèt capii seun que senteun è vaieun, foot deloun souèindzee que lou teritore et pa maque in elemeun de geografia. Aloura la frenesia de notris tèin, la corsa de touit li dzoort lhe se roumpe de creup è lhe nou porte ad in'aoutra dimeinsioun."
Di Daniele Radogna




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COL CLAPIER: ESPACE ANNIBAL
Di Marco Rey
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FRANCOPROVENZALE FRANCOPROVENZALE

COL CLAPIER: ESPACE ANNIBAL
Di Marco Rey
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ITALIANO ITALIANO

Giaglione, Spade e fiori
Di Marco Rey
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FRANCOPROVENZALE FRANCOPROVENZALE

Dzalhoun: shabro è flòs
Di Marco Rey
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I cacciatori di San Giovanni
Di Marco Rey
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FRANCOPROVENZALE FRANCOPROVENZALE

Li tsaseu dou Grimoun
Di Marco Rey
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ITALIANO ITALIANO

Elva, sempre e ancora Elva
di Ines Cavalcanti
Gli elvesi nella II Guerra Mondiale" è la sesta mostra realizzata nella Parrocchiale di Elva dalla Chambra d'òc, visitabile fino a fine settembre

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OCCITANO OCCITANO

Èlva, sempre e encara Èlva
de Ines Cavalcanti
Lhi elvés dins la II Guerra Mondiala" es la seisena exposicion realizaa dins la gleisa d'èlva da la Chambra d'òc, se pòl visitar fins a setembre

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ITALIANO ITALIANO

Vivere la montagna
di Marco Rey
Le rifiniture di sfalcio

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FRANCOPROVENZALE FRANCOPROVENZALE

Vivre la mountanha
de Marco Rey
Le voulamèireus

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ITALIANO ITALIANO

Vivere la montagna
di Marco Rey
Via ferrata e sentiero delle Gorge della Dora Riparia

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FRANCOPROVENZALE FRANCOPROVENZALE

Vivre la mountanha
de Marco Rey
Via ferrata e vieuleut dle gordzeus

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Vivere la montagna
di Marco Rey
Alta montagna in Val di Susa
La Grande Traversata degli Ambin

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Vivre la mountanha
de Marco Rey
Aria fina an Valsouiza
La gran traversaa de lh'Ambin

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Il progetto Le lingue madri della Provincia di Torino

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