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ITALIANO
Ostana (Cuneo) - Dichiarazione Popolazione e cultura della Convenzione delle Alpi .
Si è tenuto ad Ostana (Cuneo) , presso la sala consiliare del Municipio, giovedì 26 e venerdì 27 giugno, l‘importante convegno internazionale dedicato all’attuazione della Dichiarazione “ Popolazione e cultura” della Convenzione delle Alpi .
Numerosi i partecipanti italiani e francesi che hanno assistito con interesse ai molteplici interventi tenuti in lingua italiana, occitana , francoprovenzale , slovena e tradotti in simultanea.
Dopo il saluto delle autorità locali e delle istituzioni, Giacomo Lombardo – sindaco di Ostana, Raffaele Costa – Presidente della Provincia di Cuneo , Mercedes Presso – Presidente Regione Piemonte, Bruna Sibille – Assessore alla Montagna della Regione Piemonte , Lido Riba – Presidente delegazione Piemonte dell’ UNCEM, Aldo Perotti e Cristiano Savoretti – Comunità montana Valli Po Bronda Infernotto, Paolo Angelini – Ministero dell’Ambiente e della tutela del Mare, Marie Joelle Couturier – Ministero dell’ Ecologia della Repubblica francese, il tema del convegno è stato introdotto da Walter Giuliano – Assessore alla cultura della Provincia di Torino.
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Si è tenuto ad Ostana (Cuneo) , presso la sala consiliare del Municipio, giovedì 26 e venerdì 27 giugno, l‘importante convegno internazionale dedicato all’attuazione della Dichiarazione “ Popolazione e cultura” della Convenzione delle Alpi .
Numerosi i partecipanti italiani e francesi che hanno assistito con interesse ai molteplici interventi tenuti in lingua italiana, occitana , francoprovenzale , slovena e tradotti in simultanea.
Dopo il saluto delle autorità locali e delle istituzioni, Giacomo Lombardo – sindaco di Ostana, Raffaele Costa – Presidente della Provincia di Cuneo , Mercedes Presso – Presidente Regione Piemonte, Bruna Sibille – Assessore alla Montagna della Regione Piemonte , Lido Riba – Presidente delegazione Piemonte dell’ UNCEM, Aldo Perotti e Cristiano Savoretti – Comunità montana Valli Po Bronda Infernotto, Paolo Angelini – Ministero dell’Ambiente e della tutela del Mare, Marie Joelle Couturier – Ministero dell’ Ecologia della Repubblica francese, il tema del convegno è stato introdotto da Walter Giuliano – Assessore alla cultura della Provincia di Torino.
Nella dichiarazione “popolazione e cultura” i ministri delle Parti contraenti della Convenzione delle Alpi, convinti che il valore dello spazio alpino risieda nella sua multiforme varietà, mirano a conservare e promuovere la diversità culturale nelle Alpi, nonché a favorire il dialogo interculturale e l’avvicinamento delle comunità. Considerano il diritto delle popolazioni alpine di vivere e operare in montagna come un orientamento fondamentale del loro agire politico e, consapevoli dell’effetto dei cambiamenti demografici sulle condizioni di vita e di lavoro nello spazio alpino, si impegnano sui seguenti principi ed obiettivi:
- coscienza di comunità e cooperazione alpina ed extra-alpina
- diversità culturale
- spazio di vita , qualità della vita e pari opportunità
- spazio economico e ruolo delle città e dei territori rurali.
Svariate sono state le esperienze locali e d ‘oltralpe per la promozione del “Patrimonio culturale immateriale e materiale “ e del “Pluralismo linguistico”.
Interessante e apprezzato il contributo di Marco Rey, vicepresidente del Cesdomeo e assessore alla Cultura e al Turismo del comune di Giaglione che ha portato un esempio di rinascita della cultura franco-provenzale attraverso l’arte e la creatività . Le significative immagini del paese di Giaglione, del suo recupero e delle sue tradizioni, sono state da lui illustrate in francoprovenzale e tradotte in simultanea in italiano e francese.
Da evidenziare anche l’intervento di Ines Cavalcanti che ha ricordato le due azioni ideate dalla Chambra d’Oc: - l’appello per chiedere ad enti, associazioni e testimonial di sostenere la domanda all’ Unesco per “Lingua d’oc patrimonio mondiale dell’umanità” e il progetto territoriale per promuovere l’appello denominato L’occitania a Pè, dalle valli occitane in Piemonte alla Val d’ Aran in Catalunya, 1300 Km. di percorso, 70 giorni di viaggio.
La salvaguardia delle lingue minoritarie mira anche al rispetto e alla tutela delle popolazioni alpine che pur consapevoli dell’ apertura verso la globalizzazione , vogliono mantenere le radici della loro identità, vivendo ed operando in zona e tutelare il patrimonio culturale , dei saperi tramandati anche nelle forme di strutturazione del paesaggio, del patrimonio architettonico, storico - artistico e forestale.
Per informazioni:
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FRANCOPROVENZALE
Oustana (Cuni) - La Diquiarazioun “ Poupoulazioun e culturra” de la Counvenzioun de le Alpi.
L’a tenuse a Oustana,an prouvincha de Cuni, din la sala dou conselh dou Municipio, digioi 26 e divendro 27 junh, l’ impourtont ancountr internaziounal dedicaa a l’atouazioun de la Diquiarazioun “ Poupoulazioun e culturra” de la Counvenzioun de le Alpi.
Sount itaa in baroun selli qui l’on partecipaa, italion e fransé, anteresaa a li discours an lenga italiana, occitana, francoprouvensal e slovena e t’itaa feita la tradusioun an meimo temp an italion e fransé.
Apré li salut de le autouritaa e le istitusioun, l’asesour a la culturra de la Provincia de Tourin Walter Giuliano, l’at divri l’incountr.
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L’a tenuse a Oustana,an prouvincha de Cuni, din la sala dou conselh dou Municipio, digioi 26 e divendro 27 junh, l’ impourtont ancountr internaziounal dedicaa a l’atouazioun de la Diquiarazioun “ Poupoulazioun e culturra” de la Counvenzioun de le Alpi.
Sount itaa in baroun selli qui l’on partecipaa, italion e fransé, anteresaa a li discours an lenga italiana, occitana, francoprouvensal e slovena e t’itaa feita la tradusioun an meimo temp an italion e fransé.
Apré li salut de le autouritaa e le istitusioun, l’asesour a la culturra de la Provincia de Tourin Walter Giuliano, l’at divri l’incountr.
Din la diquiarasioun “poupoulasioun e culturra” li ministri ciarcioun de gardé le diverse culturre alpine. S’ impenhoun per li diritti de le poupoulasioun alpine de vivre an mountanha. L’at itaie in baroun d’esempi de esperienze loucal pèr gardé lou patrimoni cultural e lingouistic.
Interesont t’itaa lou discours de Marco Rey, qou l’a parlaa an francoprouvensal de la rinascita culturala de Dzalhoun e onca lou discours de Ines Cavalcanti de la Chambra d’Oc.
Gardé la lenga minoritaria vou dire gardé le poupoulasioun alpine qui voloun mantenii la lour identitaa an vivont sou lou teritori e gardé la culturra onca din le forme de lou paesagio , de l’arquiteturra, de la storia è de la naturra.
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ITALIANO
Prima festa delle minoranze linguistiche storiche della provincia di Torino
La libertà di lingua è condizione essenziale per la salvaguardia della personalità umana.
Sabato 21 a Villar Pellice e domenica 22 a Oulx una grande partecipazione di pubblico ha accompagnato la prima festa delle minoranze linguistiche storiche della provincia di Torino.
Noi popolazioni delle valli alpine: sono le parole che aprono la famosa Carta di Chivasso e le genti delle valli alpine rispondono!
La sala dell’ecomuseo Crumiere è completa, in prima fila i sindaci della Val Pellice con la fascia tricolore, il presidente della comunità montana, ed i presidenti delle associazioni che hanno accompagnato la visita interessantissima al museo.
Il funzionario della provincia Candido ha presentato le autorità ed in seguito l’assessore Walter Giuliano ha dato il via ai lavori moderando gli interventi.
Il presidente della provincia Antonio Saitta si è complimentato per i lavori fin qui svolti ed in seguito ad un minuto di silenzio dedicato ai morti della tragica alluvione appena patita dal comune di Villar ha ufficialmente dichiarato l’appoggio della provincia per LINGUA D’OC PATRIMONIO MONDIALE DELL’UMANITA ed ha aperto i lavori.
La carta di Chivasso è attuale ancora adesso, ma questo è il limite della nostra politica per le montagne, se ancora adesso passati sessantacinque anni aspettiamo applicazioni ritenute valide, bisogna avere il coraggio di dire che la politica per la montagna non ha funzionato.
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Sabato 21 a Villar Pellice e domenica 22 a Oulx una grande partecipazione di pubblico ha accompagnato la prima festa delle minoranze linguistiche storiche della provincia di Torino.
Noi popolazioni delle valli alpine: sono le parole che aprono la famosa Carta di Chivasso e le genti delle valli alpine rispondono!
La sala dell’ecomuseo Crumiere è completa, in prima fila i sindaci della Val Pellice con la fascia tricolore, il presidente della comunità montana, ed i presidenti delle associazioni che hanno accompagnato la visita interessantissima al museo.
Il funzionario della provincia Candido ha presentato le autorità ed in seguito l’assessore Walter Giuliano ha dato il via ai lavori moderando gli interventi.
Il presidente della provincia Antonio Saitta si è complimentato per i lavori fin qui svolti ed in seguito ad un minuto di silenzio dedicato ai morti della tragica alluvione appena patita dal comune di Villar ha ufficialmente dichiarato l’appoggio della provincia per LINGUA D’OC PATRIMONIO MONDIALE DELL’UMANITA ed ha aperto i lavori.
La carta di Chivasso è attuale ancora adesso, ma questo è il limite della nostra politica per le montagne, se ancora adesso passati sessantacinque anni aspettiamo applicazioni ritenute valide, bisogna avere il coraggio di dire che la politica per la montagna non ha funzionato.
Prende la parola il pastore Giorgio Tourn e con grande didattica ci parla del contributo valdese alla scrittura della carta, di seguito Giuseppe Rivolin ci racconta dell’apporto valdostano: ci è stata presentata una visione reale di quel momento che sarebbe poi diventata storia.
A rischio della vita si scrisse un documento che con grande visione politica chiedeva: libertà di lingua, federalismo, rappresentatività nei consigli regionali non regolati dai numeri degli elettori, autonomia economica,culturale e scolastica.
La prima eredità che la carta ha lasciato alla costituzione italiana la troviamo all’articolo tre: tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso,di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali....e proprio grazie alla carta di Chivasso l’articolo sei riporta: la repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.
Per troppo tempo questi articoli sono disattesi, sicuramente se applicati allora la nostra realtà di valli alpine sarebbe diversa!
Dal 1991 il parlamento italiano si occupa seriamente di lingue minoritarie e finalmente nel 1999 arriva la legge.
L’onorevole avv. Felice Besostri è uno dei relatori della legge 482 ed illustra i vari passaggi, gli ostacoli e finalmente l’attuazione della legge.
In chiusura l’assessore Giuliano presenta i lavori della provincia, del CESDOMEO e la collaborazione con CHAMBRADOC in attuazione della legge 482; alle 19 il comune di Villar Pellice offre uno spuntino veramente eccezionale con prodotti tipici del paese.
La sera il gruppo musicale AIRE DE PRIMA presenta lo spettacolo chants d’occitania, prima realizzazione di brani melodici di musica occitana, musicisti eccezzionali, poesia e melodia.
Domenica 22 a Oulx i lavori continuano, la provincia di Torino consegna ufficialmente la targa di appartenenza a minoranza linguistica agli enti ed ai sindaci dei comuni che hanno aderito alla cerimonia delle bandiere.
Apre la giornata il saluto del sindaco Mauro Cassi con il presidente della comunità montana Mauro Carena, di seguito l’assessore Giuliano ed il vicepresidente del CESDOMEO Marco Rey consegnano ufficialmente la targa ai sindaci.
Aseguito di numerose richieste di adesione al progetto bandiere il CESDOMEO comunicherà le modalità ed i tempi per le consegne.
La comunità montana presenta poi l’interessante progetto dei cartelli stradali in lingua, sempre in attuazione della legge 482, relizzati per i comuni che ne hanno fatto richiesta evidenziando oltre al radicamento di identità culturale anche la forte valenza turistica.
Il professor Matteo Rivoira ha tenuto un’importante conferenza sulla toponomastica locale chiarendo equivoci sui nomi e spiegando le ragioni del perchè è indispensabile non dimenticarli.
Chiude la giornata il concerto del gruppo AIRE DE PRIMA ed il numeroso pubblico di il gradimento con applausi interminabili.
Appuntamento per il prossimo anno alla seconda festa delle minoranze linguistiche storiche.
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FRANCOPROVENZALE
Permieřa fèta dle minouřanseus de lèinga storiqueus de la Provincha de Touiřin
La libertaa de la lèinga lhet esènsial per la salvaguardia de la persounalitaa de lh’omeun.
Disando 21 a Vilar Pellice è dimèindza 22 a Oulx ina gran partecipasioun de public lhot acoumpanha la pèrmieřa fèta dle minouřanseus de lèinga storiqueus de la provincha de Touiřin.
Nos poupoulasioun dle valadeus alpineus: soun le pařoleus que iuvroun la famouza Carta de Chivas è le dzeun dle valadeus ie soun!
La sala de l’ecomuseo dla Crumiere lhet plèina, iot li sandic dla Val Pellice an prima fila avé la fèisa, lou presideun de la comunitaa montana, è li presideun de le asociasioun que ian acoumpanhaa ina vizita tré anteresan aou museo.
Lou founsiounaře de la provincha de Touiřin Candido ou l’ot presentaa lez-aoutořitaa è apre l’asesou Giuliano ou l’ot douna lou via ai travalh é ou l’ot moudeřaa lh’anterveun.
Lou presideun de la provincha de Touiřin Antonio Saitta ou l’ot coumplimantase per li travalh fét d’in si an è apre ina menouita de silensio per li mort de la tragica inoundasioun pasa aou Vilar ou l’ot ufisialmeun diquiařaa l’apodz de la provincha per LINGUA D’OC PATRIMONIO MONDIALE DELL’UMANITA è ou l’ot èivru li travalh.
La Carta de Chivas lhet atual ařo queme alouřa, ma seun et in gran limite per notra politica dle mountanheus, se atendeun col que tanteus tsozeus apré sesantesinc an fisoun aplicaa fot avé lou couradzo de diře que la politica dla mountanha forse lh’ot pa founsiounaa. [...]
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Disando 21 a Vilar Pellice è dimèindza 22 a Oulx ina gran partecipasioun de public lhot acoumpanha la pèrmieřa fèta dle minouřanseus de lèinga storiqueus de la provincha de Touiřin.
Nos poupoulasioun dle valadeus alpineus: soun le pařoleus que iuvroun la famouza Carta de Chivas è le dzeun dle valadeus ie soun!
La sala de l’ecomuseo dla Crumiere lhet plèina, iot li sandic dla Val Pellice an prima fila avé la fèisa, lou presideun de la comunitaa montana, è li presideun de le asociasioun que ian acoumpanhaa ina vizita tré anteresan aou museo.
Lou founsiounaře de la provincha de Touiřin Candido ou l’ot presentaa lez-aoutořitaa è apre l’asesou Giuliano ou l’ot douna lou via ai travalh é ou l’ot moudeřaa lh’anterveun.
Lou presideun de la provincha de Touiřin Antonio Saitta ou l’ot coumplimantase per li travalh fét d’in si an è apre ina menouita de silensio per li mort de la tragica inoundasioun pasa aou Vilar ou l’ot ufisialmeun diquiařaa l’apodz de la provincha per LINGUA D’OC PATRIMONIO MONDIALE DELL’UMANITA è ou l’ot èivru li travalh.
La Carta de Chivas lhet atual ařo queme alouřa, ma seun et in gran limite per notra politica dle mountanheus, se atendeun col que tanteus tsozeus apré sesantesinc an fisoun aplicaa fot avé lou couradzo de diře que la politica dla mountanha forse lh’ot pa founsiounaa.
Preun la pařola lou pastou Giorgio Tourn que avé ina gran didattica ou parle de l’adzut valdez a la carta, apree Giuseppe Rivolin ou couèinte di valdoustan: ian prezenta ina vizioun real de seun que iot veřam pasa d’in sa moumeun que ou l’et diventaa storia.
Risquian la vita ian èicrit in docoumeun que ou damande, avé ina gran vizioun politica, la libertaa de la lèinga, lou federalismo, la necesitaa de avé in post pa regoula dai numer de la popoulasioun a lez-aseumbleeus regiounal, aoutonomia de l’èicola è cultuřal è l’aoutonomia economica.
La pèrmieřa eředdita que la carta lhot léisa a la costitousioun italiaouna la trouveun d’in l’articoul tree: touit li sitadìn soun mèimo devan la ledze, seunsa distinsioun maclo-fumél, de rasa, de lèinga, de religioun, de oupinioun politica, de coundisioun persounal è souchal..... prope per la carta de Chivas l’articoul sis ou deut: la republica lhe toutele avé apositeus ledze le lèingueus de minouřansa.
Per loun tèin si doué articoul de la coustitousioun soun èita èisoublaa. Sicurameun fisoun itaa aplicaa alouřa la notra realtaa lhe seřit in’aoutra!
Dou 1991 iot travalhase an parlameun italian per la lèinga è finalmeun lou 1999 aioun aieu la ledze.
L’avoucat Felice Besostri, onorevoul è relatou de la ledze 482 ou l’ot asiega li pasadzo, lh’oustacoul è finalmeun l’atuasioun de la ledze.
L’asesou Giuliano ou l’ot apre elenca li travalh de la provincha, dou CESDOMEO, de CHAMBRADOC dedin si an an atuoasioun de la ledze; an seguit la quemouna de Vilar Pellice lhot apresta in mařeundoun veřameun ecesiounal avé li prodot dou teřitore.
De vepro lou group muzical AIRE DE PRIMA ou l’ot preuseunta in’aspetacoul ecessiounal de melodia occitana, ieře seun que mancave a la muzica tradisiounal occitana in bél councert de melodia e poezia.
Dimèindza 22 a Oulx li travalh countinoun, la provincha de Touiřin lhe counsenhe la targa de aparteneunsa a minouřansa de lèinga atot le quemouneus que ian aieu la bandieřa.
Apre li salut dou sandic de Oulx Cassi è dou presideun de la comunitaa Carena l’asesou Walter Giuliano è lou vicepresideun dou CESDOMEO Marco Rey donoun ufisialmeun la targa a tot li sandic de la provincha que ian dzo aieu lou drap.
Apre la gran riquiesta da tot le quemouneus per avé la bandieřa de riferimeun cultuřal de aparteneunse, lou CESDOMEO ou l’apreste in elenco è se partii pii avè in’aoutra tournaa.
La comunitaa montana lhe prezeunte asé li cartel an lèinga, deloun an atuasioun de la 482, dounaa a le quemouneus que ian fét richiesta, evidensian oltre aou radicameun de l’identitaa loucal anque la valeunse turistica.
Lou profesou Matteo Rivoira apre ou l’ot aspiega la natuřa è l’origine di nou di post è lou perquei foot paa èisublelis.
Sare la dzourna lou councert de AIRE DE PRIMA: chants d’occitania devan a in gran public que ou dimostre lou gradimeun avè in batiman que ou livre papì.
L’apountameun ou l’et per in’aoutran al 2 fèta de minouřansa de lèinga.
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Prima festa delle minoranze linguistiche storiche della provincia di Torino
La libertà di lingua è condizione essenziale per la salvaguardia della personalità umana.
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Noi popolazioni delle valli alpine: con queste parole si apre la famosa carta di Chivasso, redatta clandestinamente dai rappresentanti della resistenza delle valli alpine piemontesi nel 1943.. dove tra le altre cose riporta: la libertà di lingua è essenziale per la salvaguardia della personalità degli uomini.
Bene! Ci sono ancora molte proposizioni di quel documento che aspettano, ma per la lingua alcune cose sono state realizzate! Ci sono ancora problemi per la grafia da adottare, si discute ancora molto sul sistema, ma per lingue tramandate da sempre oralmente ormai abbiamo anche una discreta letteratura.
Nel 1999 lo stato italiano con la legge 482 aiuta finalmente a parlare, scrivere e conservare la nostra lingua e cultura.
Nell’applicazione di questa legge la Provincia di Torino ha investito molte risorse ed ottenuto discreti risultati: solo ultimamente con Chambra d’Oc, in occasione delle olimpiadi invernali di Torino2006 ha realizzato un grande evento di comunicazione mondiale: Occitan lèinga olimpica.
Non solo materiale cartaceo ma anche l’utilizzo dei moderni sistemi di comunicazione, internet in primis.[...]
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Noi popolazioni delle valli alpine: con queste parole si apre la famosa carta di Chivasso, redatta clandestinamente dai rappresentanti della resistenza delle valli alpine piemontesi nel 1943.. dove tra le altre cose riporta: la libertà di lingua è essenziale per la salvaguardia della personalità degli uomini.
Bene! Ci sono ancora molte proposizioni di quel documento che aspettano, ma per la lingua alcune cose sono state realizzate! Ci sono ancora problemi per la grafia da adottare, si discute ancora molto sul sistema, ma per lingue tramandate da sempre oralmente ormai abbiamo anche una discreta letteratura.
Nel 1999 lo stato italiano con la legge 482 aiuta finalmente a parlare, scrivere e conservare la nostra lingua e cultura.
Nell’applicazione di questa legge la Provincia di Torino ha investito molte risorse ed ottenuto discreti risultati: solo ultimamente con Chambra d’Oc, in occasione delle olimpiadi invernali di Torino2006 ha realizzato un grande evento di comunicazione mondiale: Occitan lèinga olimpica.
Non solo materiale cartaceo ma anche l’utilizzo dei moderni sistemi di comunicazione, internet in primis.
Dobbiamo scrivere e produrre per mantenere la nostra lingua e far conoscere la nostra cultura, la prima festa delle minoranze linguistiche storiche persegue questa direzione, due giornate di lavoro, convegni, concerti e lingua per continuare e dire... noi popolazioni delle valli alpine!
Proprio dai 65 anni dalla carta di Chivasso, 60 dalla costituzione e 9 dalla promulgazione della legge 482 si parla del cammino delle minoranze storiche italiane all’ecomuseo della Crumiere a Villar Pellice, sabato 21 giugno dalle ore 15 del pomeriggio fino alle 23.
Si inizia con la visita all’ecomuseo accompagnati dal sindaco di Villar Pellice Bruna Frache, Antonio Saitta presidente della Provincia di Torino, Roberto Placido vicepresidente del consiglio Regionale, Paolo Padoin prefetto di Torino, Claudio Bertalot presidente della comunità montana Val Pellice, Marco Rey vicepresidente del Cesdomeo e Giacomo Lombardo presidente di Chambra d’Oc.
Il professor Giorgio Tourn aprirà i lavori trattando dell’apporto Valdese alla Carta di Chivasso, il dott. Giuseppe Rivolin responsabile degli archivi e biblioteche della Valle d’Aosta parlerà dell’aiuto Valdostano, l’On.Le avv. Felice Besostri relatore della 482 relazionerà: dall’arti 6 della costituzione alla 482.
L’assessore alla cultura della Provincia di Torino Valter Giuliano illustrerà le azioni intraprese dalla Provincia in attuazione della legge 482.
Seguirà al convegno uno spuntino con prodotti tipici di Villar Pellice.
Alle ore 21,00 la formazione musicale Aire de Prima presenterà la creazione musicale OC EN CHAMIN: chant d’occitania, primo gruppo di canzone melodica occitana, gruppo che accompagna anche il grande lavoro di Chambra per l’appello: Lenga d’Oc patrimoni moundial de l’umanitat. Con una camminata che attraversa tutta l’occitania da Vinadio a Vielha.
La manifestazione continua domenica 22 giugno a Oulx in Val di Susa, dalle ore 16,00 fino alle 19,00 del pomeriggio, dove si consegnerà la targa da esporre davanti ai comuni che hanno aderito alla cerimonia delle bandiere di minoranza linguistica.
Nel progetto di Occitan lèinga Olimpica era stata consegnata la bandiera di appartenenza a minoranza storica a tutti i paesi olimpici, a seguito delle numerose richieste la manifestazione preparata per l’occasione è stata allargata a tutti i paesi che ne fecero richiesta.
Per un anno intero sono state consegnate bandiere che ora sventolano davanti alle case comunali per ricordare le nostre peculiarità culturali.
Alla presenza del sindaco di Oulx Mauro Cassi, Antonio Saitta presidente della Provincia di Torino, Mauro Carena presidente della comunità montana Alta Valle Susa, Massimo Garavelli presidente dl parco Gran Bosco, Marco Rey vicepresidente del Cesdomeo con i sindaci di Celle San Vito e Faeto.
Il professor Matteo Rivoira dell’università di Torino ci parlerà della toponomastica delle vallate alpine e si inaugurerà la nuova segnaletica in lingua posizionata grazie alla legge 482 dalla comunità montana Alta Valle Susa.
Conclude la serata il gruppo Aire de Prima: Chant d’Occitania melodie che ci ricordano le radici di appartenenza, la storia degli antenati è viva in noi ed è parte di noi se parliamo la nostra lingua, vuol dire continuare ad esistere.
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FRANCOPROVENZALE
Permieřa fèta dle minouřanseus de lèinga storiqueus de la Provincha de Touiřin
La libertaa de la lèinga lhet esènsial per la salvaguardia de la persounalitaa de lh’omeun.
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Nos poupoulasioun dle valadeus alpineus: soun le pařoleus que iuvroun la famouza Carta de Chivas èicrita a catsoun dai rapresentan de le coumbeus de mountanha dou cařantetre .. aioun tra lez-aoutreus tsozeus lhe deut: la libertaa de la lèinga lhet esènsial per la salvaguardia de la persounalità de lh’omeun.
Bèin! iot col vèiřo de tsozeus trataa desù sa docoumeun que ateundoun, ma per la lèinga carcareun et itaa fét! Iot cool vèiřo de problemi de grafia, iot col de discusioun, ma per ina lèinga que lhet deloun itaa maque bardzacaa ařò aieun ina discreta leteřatura.
Din lou milanousentanouvantenou la stat italian avè la ledze 482 ou nous-èide finalmeun a parlé, èicriře è counserve la notra lèinga. D’in l’aplicasioun de sa ledze la Provincha de Touirin lhot outenou de boun riscountr, per ultim ansèin Chambra d’oc, per lez-olimpiadi d’uvert Touiřin2006 lh’ot pourtaa avanti in gran travalh de coumunicasioun: occitan lèinga olimpica.
Pa maque èicriře ma anouvre tot li moudern sistema de comounicasioun, internet per pèrmie[...]
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Nos poupoulasioun dle valadeus alpineus: soun le pařoleus que iuvroun la famouza Carta de Chivas èicrita a catsoun dai rapresentan de le coumbeus de mountanha dou cařantetre .. aioun tra lez-aoutreus tsozeus lhe deut: la libertaa de la lèinga lhet esènsial per la salvaguardia de la persounalità de lh’omeun.
Bèin! iot col vèiřo de tsozeus trataa desù sa docoumeun que ateundoun, ma per la lèinga carcareun et itaa fét! Iot cool vèiřo de problemi de grafia, iot col de discusioun, ma per ina lèinga que lhet deloun itaa maque bardzacaa ařò aieun ina discreta leteřatura.
Din lou milanousentanouvantenou la stat italian avè la ledze 482 ou nous-èide finalmeun a parlé, èicriře è counserve la notra lèinga. D’in l’aplicasioun de sa ledze la Provincha de Touirin lhot outenou de boun riscountr, per ultim ansèin Chambra d’oc, per lez-olimpiadi d’uvert Touiřin2006 lh’ot pourtaa avanti in gran travalh de coumunicasioun: occitan lèinga olimpica.
Pa maque èicriře ma anouvre tot li moudern sistema de comounicasioun, internet per pèrmie.
Foot countinue a èicriře per faře counhèitre la notra lèinga è ansèin la notra coultuřa, la pèrmieřa féta dle minouranseus de lèinga storiqueus lhe countinue desu sa diřesioun, dueus dzournaa de travalh, muzica è lèinga per pourte avanti e diře.. nos poupoulasioun dle valadeus alpineus!
Prope dai 65 an da la carta de Chivas, 60 da la coustitousioun è 9 da la ledze 482 se parle dou loun tsamin dle minouranseus storiqueus de lou stat italian a l’Ecomuseo Crumiere, Vilar Pellice disando 21 dzunh da tre ouřeus fin a ounz-iouřeus de vepro.
Se coumanse ave la visita de l’ecomuseo ansèin lez-aoutořitaa. Bruna Frache sandic de Vilař, Antonio Saitta presideun de la provincha, Roberto Placido vicepresideun dou counsèilh regiounal, Paolo Padoin préfet de Touiřin, Claudio Bertalot presideun de la Comunita Val Pellice, Marco Rey vicepresideun dou Cesdomeo è Giacomo Lombardo presideun de Chambra d’Oc.
Lou Proufesou Giorgio Tourn ou iouvre li travalh an bardzacan de l’adzut Valdez a la carta de Chivas, Giuseppe Rivolin ou parle de l’aport Valdoustan ai travalh de la carta, l’avoucat Felice Besostri ou trate da l’articoul 6 de la coustitousioun a la ledze 482, l’asesou de la provincha de Touiřin Valter Giuliano ou preseunte li travalh de la provincha an atuasioun de la 482.
A la fin de la counfeřeunse se taste in cas croute an counviveunse de prodot dou pai de Vilař Pellice.
A nou houřeus la fourmasioun muzical Aire de Prima lhe nou prezeunte la creasioun cultuřal OC EN CHAMIN: chant d’Occitania gran travalh de tsansoun melodica uzitana que ou l’acoumpanhe anque li travalh de Chambra per l’apel “ Lenga d’oc patrimoni moundial de l’umanitat” e la traversaa a pia de tot l’occitania da Vinai a Vielha.
La fèta lhe countinue dimèindza 22 dzunh a Ouls, an Val Souiza, da catro ouřeus d’apré mařeunda fin set ouřeus è se counsenhe ina targa da bité devan le quemuneus a touit li pai que ian adeři a la cerimonia di drap de minouransa.
D’in lou proudzet de “occitan lèinga olimpica” iavet asé la counsenha de la bandieřa de aparteneunse a minouřansa storica per li quemoun de la zona olimpica, tot li pai de minouřansa ian vouloula, avè ina cerimonia per seun aprestaa, per in’an de fila iot counsenhase de bandiereus que ařò soupatoun a l’ořa d’in le valadeus per notreus particoulařitaa cultural , aperque lou gran patrimone que pourteun din ou l’alise paa perduu.
An preseunse de Mario Cassi sandic de Ouls, Antonio Saitta presideun de la provincha de Touiřin, Mauro Carena presideun de la comunità montana, Massimo Garavelli presideun dou Parc dou Gran Booc, Marco Rey vicepresideun dou Cesdomeo e li sandic de Faeto e Celle San Vito.
Lou profesou Matteo Rivoira ou nou preseunte la toponomastica d’in le valadeus alpineus e se bardzaque dou travalh de la comunità montana per li cartel an lèinga pouzisiouna da le quemouneus.
Sare la manifestasioun lou councert de Aire de prima: Chant d’Occitania: le melodieus occitane nous ansevienoun notre ree, la storia de notris vielh lhet viva din noos è lhet part de nouz aoutris se bardzaqueun la notra lèinga. Vout diře countinue a esistre.
Per infourmasioun
www.chambradoc.it -
www.cesdomeo.it
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ITALIANO
Speciale ricette della Val Susa: interviste alle cuoche della nostra Valle.
Primavera
Frittate d’erbe
Per fare la frittata, rompere tre o quattro uova dentro una terrina, sbatterle bene, mettere una manciata di denti di leone (Taraxacum anche chiamato girasole di montagna o girasole dei prati) o di ortiche, ben tagliate, un pizzico di sale e una grattata di noce moscata. Aggiungere farina o, se si preferisce, pangrattato e far cuocere a fuoco lento in una padella coperta.
Autunno
Insalata di patate e cavolfiore
Far cuocere le patate e il cavolfiore in acqua salata, scolare e lasciar raffreddare un po’. Nel frattempo preparare l’aioli. Per fare l’aioli mettere due tuorli d’uovo in una terrina, un pizzico di sale fine, due spicchi d’aglio ben tritato e poi aggiungere l’olio, continuando a girare per fare la maionese. Quando la maionese è soda, aggiungere una goccia d’aceto. Tagliare patate e cavolfiori. In un piatto da portata, mettere uno strato di patate e uno di cavolfiori e un po’ di maionese. Ricoprire bene il tutto con la maionese di aioli.
Inverno
Gnocconi di farina
Rompere tre o quattro uova in una terrina, sbatterle con una forchetta, aggiungere sale e latte e lentamente la farina. Quando l’impasto acquista consistenza, farne dei grossi gnocchi con un cucchiaio e metterli a cuocere in acqua salata bollente. Gli gnocconi cuociono velocemente e si mangiano conditi con burro fuso o con salsa di pomodoro e, se si desidera, con una grattugiata di formaggio stagionato.
Le poutilha bastarde
Le poutilha bastarde si preparano allo stesso modo delle poutilha semplici, mettendo però farina di frumento e semolino o farina per polenta bianca, in parti uguali.
Poutilha con riso in prigione
Per fare le poutilha con riso in prigione, far bollire in casseruola acqua e latte in parti uguali con sale e burro. Quando giunge ad ebollizione buttare una manciata di riso. Cinque minuti prima del termine della cottura del riso, aggiungere un po’ di farina.
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OCCITANO
Arsëtta dla Valaddë ad Seuizë: antervista a la cuziniera dla notrë valaddë.
Lou Prim
Moulëtta d’èrba
Par fâ ad moulëtta, casâ tréi o cattrë-z-ioû din unë grarë, lou fouatâ bian, bitâ douâ bèlla pinhà ad maripoursî o d’eùrtia, bian shapoutâ, sâ e un blous ad nou mouscà. Zhountâ un paou ad farînë o së la vô ad pan gratâ, fâ couéirë adousman din la pêlë cubarsà.
L’Outën
Saraddë ëd tartifla e ëd shofleur
Fâ couéirë din l’aiguë sarà lâ tartifla parà e ël shofleur, courâ e laisâ arfrazî un paou. Din ël méimë tan fâ l’aioli. Par fâ l’aioli bitâ doû zhaoune d’ioû dinz un grarò, un blous ëd sâ fînë, douâ dolsa d’alh bian gratâ fin e peui varsâ l’euri an boudran par fâ la maionézë; can i l’î faitë, zhountâ un paou ëd vinaigrë. Shapoutâ a léisha lâ tartifla e lou shofleur. Su un gro plat fâ un ran ëd tartifla e un ëd shofleur e un paou d’aioli. Can ël plat ou l’î prést, acouatâ bian ‘bou l’aioli.
L’Uvêr
Lou landeirës
Dinz unë grarë la vantë crapâ tréi o cattr ioû, lou fouatâ bian ’bou unë fourshëttë, shountâ un paou ’d sâ, ’d lai e adousman azhountâ la farinë. Can l’î prou eipéi, la s’fai ëd cleirà e la s’bittan couéirë din l’aiguë bulhantë sarà. I coian vittou, i s’eicoùran e i s’minzhan ’bou ël beurë rousì o ‘bou la saousë ‘d counsèrvë.
La poutilha batarda
La poutilha batarda s’fan la méimë chozë ’ma laz aoutra, an bitan meità farinë e meità simoul o poulantë blanchë.
Poutilha ‘bou lou rî an preizoun
Par fâ lâ poutilha ‘bou lou rî an preizoun, bitâ bulhî addin la casarolë meità d’aiguë e meità ‘d lai, sâ e beurë; can la pran ël beulh bitâ douâ pinhà ‘d rî, laisâ couéirë un paou, apré zhountâ la farinë e laisâ couéirë sinc munutta.
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ITALIANO
Musica e canzoni occitani al Parco del Gran Bosco di Salbertrand
Il 23 e il 24 maggio, al Parco del Gran Bosco di Salbertrand, organizzati dal Parco del Gran Bosco
e dalla Comunità Montana Alta Valle Susa, si sono teuti i corsi di organetto, violino e canto
occitani tradizionali, con i maestri Silvio Peron (organetto), Gabriele Ferrero, e Jean Mari
Carlotti (canto). Hanno partecipato numerosi allievi, alcuni provenienti dalla vicina Francia.
Sabato sera, davanti ad un folto pubblico, i maestri del gruppo Mont-Joia hanno presentato il
loro concerto al quale sono seguite le danze tradizionali. Domenica pomeriggio gli allievi hanno
presentato i brani e le canzoni apprese davanti ad un pubblico caloroso.
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OCCITANO
Musiquë e shansoun ousitana ou Parc dou Gran Bô ‘d Sabaltran
Ël 23 e ël 24 dou méi ‘d mai, ou Parc dou Gran Bô ad Sabaltran, ourganizà par ël Parc e par
la Comunità Montana Alta Valle Susa, la lh’a aougù lou cours par apran a sounâ ël semitoun
e ël viouroun e par apran a shantâ ad shansoun ousitana, ‘mbou lou meitre Silvio Peron (semitoun),
Gabriele Ferrero (viouroun) e Jean Mari Carlotti (shansoun). I l’an partisipà un baroun ad parsouna
anteresà, la lh’ér mai ad cocun qu’i l’aribavan da la Fransë.
Ël disand a neui lou meitre dlou Mont-Joia i l’an fai ël counsér e la s’î mai dansà.
La diamanshë apré meizhou louz eicourî i l’an presantà s’que i l’an apréi shantan e
sounan coc cshansoun e i soun ità bian aplaoudì.
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ITALIANO
Ce.S.Do.Me.O a “Ben vena magg”.
Venerdì, nove maggio,vi è stato un interessante incontro per le lingue minoritarie.
Marco Rey, Assessore alla Cultura a Giaglione e Vicepresidente del Ce.S.Do.Me.O. , si è recato ad Alessandria in occasione della rassegna “Ben vena magg” organizzata dal 1° al 11 maggio, da nove anni, dall’Associazione “Tratabirata” con il sostegno dell’Assessorato Provinciale alla Cultura.
Vi era un incontro dal titolo “il francoprovenzale , una lingua alpina”.
[Continua]
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FRANCOPROVENZALE
Ce.S.Do.Me.O. à « Ben vena magg ».
Divendro, no mai, t’itaie in bela manifestaioun per le lengue minoritarie.
Marco Rey, l’assesou de la Culturra a la coumuna de Dzalhoun , è Vicepresidënt dou Ce.S.Do.Me.O. , ut alà a Alessandria pèr la féta “Ben vena magg”, ourganizaa da lou permie a l’ounze mai , giò da no an, da l’ Asochasioun Tratabirata è l’assesourato prouvinchal à la Culturra.
Ière in incountr qu së dëmandave “ Lou francoprouvensal , na lenga alpina”.
[Continua]
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ITALIANO
FRICANDO' BUSIARD
Intervista di Bussolotti Francesca a Campo Gras Elvira della Creusa.
[Continua]
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FRANCOPROVENZALE
FRICANDO' BUSIARD
Intervista di Bussolotti Francesca a Campo Gras Elvira della Creusa.
[Continua]
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Insalata e zuppa d’erbe
Insalata di fave fresche
Le poutilha
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OCCITANO
Sraddë e Souppë d’ èrba
Saraddë ëd fava frësca
La poutilha
[Continua]
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ITALIANO
CURIOSANDO A GRAVERE - LA PITA
Intervista a Silvana Morello, nata a Gravere nel 1949
Dalla piazza del Mollare, salendo verso la chiesa, prima di arrivare al Grande Essimonte, troviamo vicino al rio, una piccola casetta, la Pita, un vecchio mulino a pietra del 1775.
Pin Saret, Olivero Giuseppe, nella seconda metà del 1800, ha comprato per sua moglie, Guglielmo Maddalena, la Pita; aveva intenzione di ingrandirla ma è sempre stata così. L’acqua del rio, che passava lì vicino, faceva girare la grossa macina, verticale in un grande catino, che girava più veloce o più piano e veniva spostata in base a quello che doveva frangere.
A Gravere, una volta, c'erano molti meli; la maggior parte delle mele si vendeva. I commercianti di frutta all'ingrosso venivano già a comprarle quando i meli erano ancora in fiore. Le mele non vendute si conservavano per mangiarle e per fare del vino, la “poumada”. In autunno, arrivavano le bestie da soma che portavano “le benate” (contenitori rotondi in legno) piene di mele che venivano pestate. Le mele schiacciate si mescolavano poi con il raspo e le vinacce dell'uva e si faceva un vinello, più leggero, la “picheta”, che si beveva in primavera, o in estate durante i lavori in campagna. Non si beveva la poumada pura , il sidro, poiché fermentava molto nelle botti.
La macina della Pita girava di continuo, anche di notte.
[Continua]
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FRANCOPROVENZALE
“LA PITA” de Graviére
Di Francesca Bussolotti
Da la plasa dou Moular, alòn amoun vers l’ingleiza , devon arivé aou Gron Eisimoun, tacà lou bialh, trouvèn inna pecita meizounëtta, la Pita, in vielh mulin a piera dou 1775.
Pin Sarèt, Olivero Giuseppe, din la secounda meità dou 1800 ( millevesent), l’a citaa per sa fumèla,Guglielmo Maddalena, la Pita; l’avat antensioun d’angrandila , ma i sempre itaa parìe.
L’ éiga dou bialh , cou pasave iqui tacaa ,fasat viré la grosa piera, dreita din in gro gatin, qui virave plu vutto o plu adasiot è venat meiraa, a secounda de senque devat pité.
A Graviére, in col, a ière in baroun de poumìe; la plu grosa part de le poumme se vendat. Li fritasé venion giò a citele corra li poumìe ieroun incò an flou. Le poumme pa vendué se gardavoun per mingé è per farnen lou vin, la “poumada”. D’itouenh arivavoun le bétie qui pourtavoun le benate pleine de poumme qui venion pità. Le poumme bernhacaa se meiclavou pi avéi la rapa di reisin è se fasat in vin pechit, plu legìe, la piqueta, que se beivat duron la primma o de choutenh, corra se fazion li travalh an campanha. Se beivat pa ton la poumada pura, i fermentave in baroun din li boutal.
La rouà de la Pita virave an countinouasioun, onca de nuèit.
[Continua]
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Espourtèl par la lënga minoritéra dla Prouvinsë ad Turin
Spourtel per le lengue minoritarie de la Prouvincha de turin
Sportelli per le lingue minoritarie della Provincia di Torino
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ITALIANO
Vné mei voû a mënâ la bartavèllë - Un video del corso di lingua occitana realizzato da Valentina Porcellana
I corsi di lingua occitana organizzati in alta Valle di Susa, con il finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’ambito del programma degli interventi previsti dalla Legge 15 dicembre 1999, n. 482: “Norme per la tutela delle minoranze linguistiche storiche”, continuano a riscuotere grande successo. Dopo i tre corsi realizzati ad Oulx nel 2004, 2005 e 2007 che hanno avuto complessivamente 250 partecipanti, sono stati attivati due corsi nel 2007 a Salbertrand con la partecipazione di 120 persone ed è ora in corso il terzo che ha attualmente 40 iscritti.
[...]
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OCCITANO
Vné mei voû a mënâ la bartavèllë -Un video dl’eicòrë ad lënguë ousitanë fai da Valentina Porcellana.
Laz eicòra ad lënguë ousitanë ourganizà din l’aoutë valaddë ad Seuizë i plaian cioû un baroun e la soun finansià ‘mbou lou soou butà a dispozisioun dou gouvernaman marsì a la louà 482 dou 1999 qu’i dounnë la regla par counservâ la lënga quë soun parlà mac d’unë minouransë ad parsouna.
Apré l’eicòrë d’Ours dou 2004, 2005 e dou 2007, anté qu’i soun anà 250 ecourì, la lh’à oougù dou sesioun a Sabaltran ‘mbou 120 parsouna e ieuir la lh’à un trouaziém ‘mbou 40 partisipan.
[...]
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Giancarlo Lussiana - L'attività del malgaro in Val Sangone
- Mi siou Jancarlo Loussiana e si sant a i Serrì, Serrì da val isì. Mi séi d' Couase.
- Que lingoua si parla a Couase?
- E lou couasin.[...]
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Giolitto Francesco - Il mestiere dell'arrotino in Val Soana
Oura mè i seu Franchésco Jolitto, i seu nâ a Frasinéi, 'n bourgà
Tétti, nel mileneuouséntecouarantun. Da jouën i seu sémpe sta ëlvà
dai nonni[...]
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Lucia Costa - Il lavoro dell'ahcapinera in Val Soana
G'éi nòm Costa Maŗia Louchia, peŗò i mè demàndoun tuti
Chia, è 'n po pi cuŗt ou se fai pi pŗèt.[...]
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Mario Moschietto - L'attività del carbonaio in Val Sangone
Mi m' chamou Mario è, Mario Mosquiétto, mi a chamou Mario dla Fransa. Mi éi
sémpe... peui taiavou 'd bosc e peui a faziou d' carboun... [...]
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Piero Geninatti Crich - Il mestiere del chiodaiolo nelle Valli di Lanzo
An butà nom Piéro ma m'an sémpre chamà Piéro e sicoume
j'avou li chavéi rous, Piéro lou rous. Abito al Plissì, Frasioun 'd Mizinì. [...]
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Rosanna Silvestro - Antichi mestieri in Val Cenischia
Më demëmåndo Ŗosanna Silvéstŗo, dë sèn a ma mizhoun
a Nouailèizë a tsën dla vinheù. Lou post in col i éŗe dit
dou Fouŗnèl[...]
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Ruffino Maria - Le attività agro-pastorali in Val Sangone
Më schamou Rouffino Maria, séi na 'n Couase lou vintecat 'd fevré dou
vintesét. I éi travaià la campanhi fin qu'i séi mariame,[...]
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Sergio Perino - Il mestiere dello scalpellino in Valle di Susa
Mi më schamou Sèrjo Perino,
i seui na a ou Vilè, Villar Focquiardo, ou Vilè. E peui i seui annù a
travaié isì[...]
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ITALIANO
100 persone per i 100 anni della magliaia di Moretta
Il 16 marzo, al Borgo Superiore di Oulx, a Casa Nazareth, si è fatta una bella festa in occasione dei 100 anni di Secondina Perron di Moretta. Secondina, nata a Moretta di Oulx il 22 marzo 2008, è sempre in gamba e tutte le mattine fa la sua passeggiata per mantenersi in forma. L’anno scorso ha deciso di trasferirsi a Casa Nazareth perché era ormai sola in borgata Moretta, un po’ fuori da Oulx lungo la strada per Cesana. Coltivava ancora il suo orto e tutti i mercoledì scendeva a piedi al mercato con il suo bastone, ma ora la strada è un po’ pericolosa con le macchine che sfrecciano veloci. È ormai un po’ di tempo che Secondina non fa più maglie, ma ne ha fatte molte in vita sua perché faceva la magliaia. Alla sua festa c’era molta gente, cento persone per farle gli auguri e darle i regali. Il Sindaco, Mauro Cassi, il Presidente del Parco del gran Bosco di Salbertrand, Massimo Garavelli e l’Assessore Laura Sigot hanno fatto i discorsi ufficiali. Tutti i convenuti, con la famiglia dell’adorata nipote, le suore di Casa Nazareth e gli ospiti della casa di riposo hanno festeggiato in onore della magliaia di Moretta. Un’altra magliaia, Franca Capello di frazione Amazas che ha appreso il mestiere da Secondina, ha fatto un discorso in occitano e le ha augurato altri 100 anni.
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OCCITANO
San parsouna par lou sant an dla malhiêrë dla Mourëttë
Ël sëzzë dou mèi ‘d mars a la Viêrë d’Ours, din Meizoun Nazareth, la s’î fai unë bellë fêtë an oucazioun dlou sant an dla Sigoundinë Perron dla Mourëttë. La Sigoundinë, neisuë a la Mourëttë d’Ours ël 22 ‘d mars dou 1908, i l’î cioû an gambë e tou lou matin i s’fai dou pâ par ‘s tinî an fourmë. L’an pasà i l’à disidà dë s’meirâ a Meizoun Nazareth parqué l’êrë touttë sourëttë a la Mourëttë e un paou ‘d for d’Ours, ou lon dla vië par anâ a Sazanë. I s’fazìë soun zhardin e tou lou mercre i vnî aval a pé ou marshà, ‘mbou soun batou, ma ieuir la vië i l’î un paou trò danzheirouzë bou toutta cla mashina qui fillan ma ‘l diablë. L’î zhò un paou ‘d tën que la Sigoundinë i fai pa mai ad malha, ma i n’a peui zhò faita din sa vittë parqué i l’a cioù fai la malhêrë. A sa fêtë la lh’êr un baroun ad zhan, san parsouna a lh fâ louz aouguri e a lh dounà coc cadò. Ël Consou Mauro Cassi, ël Prezidan dou Parco dou Gran Bô Massimo Garavelli e l’Aseseurë Laura Sigot i l’an fai ad bioou discourse. Touttë la zhan ‘mbou la familhë ‘d sa nêsë, la mounha ‘d Meizoun Nazareth e tous quellou qu’i vivan icì i l’an fai fêtë a l’ounoû dla malhêrë dla Mourëttë. Unë aoutrë malhêrë, la Franca Capello douz Amazà qu’i l’a apréi a fâ ‘d malha da la Sigoundinë, i l’a fai ël discour an patouà e i lh’a dì dë s’counservâ bian ancar par d’aoutrë sant an.
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ITALIANO e FRANCESE
ESCARTON D'OULX: 294 ans après le traité d'Utrecht - 294 anni dopo il trattato di Utrecht ...
ITALIANO:
La regione del “Grande Escarton”, spesso chiamata “Repubblica degli Escartons”, di fatto non ha mai avuto un’autonomia politica, né è mai stata una repubblica, anche se i suoi abitanti godevano, fin dal medioevo, di diritti molto superiori a quelli delle provincie vicine.
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FRANCESE:
Ce pays est souvent appelé, à tort, la "République des Escartons". Oui, ses habitants avaient, depuis le moyen âge, des droits bien supérieurs à ceux des provinces voisines.
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In collaborazione con "Escarton d'Oulx"
Si ringrazia Cyrille Rochas e Daniela Garibaldo
[Continua]
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OCCITANO
Lë regiun du Grand Escarton suvan i l’ē dì “Repüblikkë duz Escarton”
Lë regiun du Grand Escarton suvan i l’ē dì “Repüblikkë duz Escarton” ma l’ē giamei ità ünë repüblikkë e i l’à giamei agü ünë autonomië politikkë, mèimë slë pupulasiun prufitave, ‘d pöi du medioevo, lu dré plü au dlaz autra pruvinsa. Purtan l’esistansë i lh’erë plü difisilë. Luz Escarton, tu pré dlë frontierë, i l’an sübì l’invasiun e lë pasaggë dla truppa du Delfinato, du Piemontèi, duz Italiën, sëns esüblea la devästasiun dla ghèra ‘d religiun, laz avalancia, la rüna e ‘l füë cu brülavë lu paī, e tut purtavë a lë miserë.
[...]
[Continua]
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ITALIANO
Berton Maria - La storia del Lupo e della volpe - SAUZE DI CESANA
Un lupo ed una volpe erano entrati nel pollaio di suo nonno attraverso il varco (junie) della porta. La volpe furba, ogni volta che mangiava una gallina, provava ad uscire attraverso questo pertugio fintanto che passava, il lupo, ingordo, invece continuava a mangiare senza preoccuparsi. All’arrivo del nonno, le due bestie si precipitarono verso l’uscita, ma solo la volpe riuscì a fuggire ed il lupo imprevidente si prese un sacco di legnate [...]
[Continua]
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OCCITANO
Berton Maria - El loup e el reinålt
- A poiou countiaou l’istouarå del loup e del reinålt.
- Ou pouià nou la countà l’istouarå?
- E già. El loup e ‘l reinålt qui soun rintrà din la crotta.
- Ma la crotta de qui?
- La crotta ad nouz aoutre, là.
- La votra?
- La crotta dou veuls.
- Ouei.
- E lh’éra una fenétra que l’avìa ‘n pertù, aloura l’e intrà el loup e ‘l reinålt. Ma el reinålt plu furb a minjavë un po, peui la vòou virë se la pasava din el pertù per sourtî.
[...]
[Continua]
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ITALIANO
CONCORSO DI POESIA IN LINGUA OCCITANA: "CHANTAR L’UVERN"
Il Comune di Chiomonte, in collaborazione con il Parco Naturale del Gran Bosco di Salbertrand e del Comitato Manifestazioni Chiomontine, e con il contributo economico della Provincia di Torino, ha indetto un concorso di poesia in lingua occitana, che si è concluso con la cerimonia di premiazione il giorno 26 gennaio u.s.
[...]
[Continua]
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OCCITANO
CHANTAR L’UVERN
La flëmmo blansho
La neÎo i l’arivo plan, a l’oumbro ad lâ nèbblae
Qui fan in bê a lâ montanhae dizabilà.
I deison plan, plan e lâ plantae da rodia
Plan planin i venoun blanshae.
Lâ garnasshae i soun ad shittae icheřae silënsiouzae
Qui sêmbroun mountâ a la plaso ad deisëndae
Din l’er qu’on l’o pâ ad flà…
La grandoû i sëmbro angranjò dou fret
Qu’on douno in ideîo d’esae libbrae.
[...]
[Continua]
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ITALIANO
Il forno di Rollieres: il Sig. Strazzabosco Bruno
Il video qui presentato ci descrive un forno
usato tradizionalmente dalle famiglie nei tempi
andati e che è stato salvato dalla distruzione da
un intervento del comune che ne ha consentito il
recupero. Il forno è dotato di 2 bocche da forno,
la prima con tiraggio e la seconda senza. Nella
bocca da forno dotata di tiraggio si panificava
una volta al mese per tutto l'anno. [...]
[Continua]
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OCCITANO
El four dë Roullhiera - Strazzabosco Bruno
Nouz aoutre nou sen din ‘l fourn ‘d Rouliera.
Nou sen biån countén d’oou presentà el fourn anque perqué veur ou founsiouna.
Nou lou bitén an founsioun toutte louz ån per San Piér a la feta dou paì e nou fazén el pån.
Que pån qu’ou vié iquì que peui nou distribuén a toutta la persouna que venou
isì a nou fâ ounour de venir isì a notre paì.
[...]
[Continua]
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ITALIANO
Perrachon Lorenzino - Le feste di SAUZE DI CESANA
La festa invernale più sentita era il carnevale che durava anche una settimana. Era rappresentato da 17 – 18 personaggi che vestivano abiti preparati dalle ragazze del paese, c’erano il Carnevale e la moglie, i carabinieri, gli arlecchini l’avvocato, la “doppia”, la vecchia e la Quaresima… A fine della rappresentazione si svolgeva il processo al Carnevale che veniva condannato lasciando spazio alla Quaresima.
Si faceva il giro di tutte le borgate e la gente offriva delle uova, dei piccoli doni ed alla fine della settimana il “raccolto” veniva consumato con grande allegria e contemporaneamente veniva bruciata la vecchia (due fascine di legna) a chiusura del Carnevale.
Guarda il video con i sottotitolo in Occitano
[Continua]
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OCCITANO
Perrachon Lorenzino - La feta dou Sauzë dë Sëzanà
- Calla z’éran la feta que t’fazìa ou Saouze ?
- Oh ad feta nou... nou d’uvért, nou prenon souz asquì.
- La nh’èra pa la feta do Sen Zhaque?
- Ah beh, d’ità ouai laz uzavë un po ‘d moui parqué nh’éra ancà mouei ‘d jent e… la nh’éra el bal entloura.
- E d’uvért?
- E d’uvért nouz anavan s’louz asquì. E la feta ad Charenda ?
- Fazìe pa nhente a Charenda?
- Se que ti regalavou lou noni?
- Eh, lou noni me regalavou din que moument iquì dou soou. Dou soou o cacun cat soou. Peui cacun dounavå magar doua mandarina o doua fica, doua cocca, tut iquì.
[...]
[Continua]
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ITALIANO
San Vincenzo, Priore e spadonari - GIAGLIONE
Il 27 Gennaio 2008 si è svolta la Festa di San Vincenzo a GIAGLIONE:
leggete l'articolo per vedere le foto delle priore con abito tradizionale Giaglionese, la cuffia, lo scialle e il grembiule.
Ancora scoprite le tradizioni degli spadonari e della loro danza e cos'è il bran!
[Continua]
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FRANCOPROVENZALE
Séin Viseun, priouřeus è spadouneire - DZALHOUN
Sèin Viseun - DZALHOUN - 27 dzènie 2008
Le prioureus, li spadouneiře, lou bran...
Li spadounèiře de matin van a queři la priořa festeggia a mèizoun, ina pousesioun lhe vèt fin a l'èigleiza,
devan li spadounèiře, la muzica, lou bran le priouřeus è l'aoutuřita.
Devan a l'èiglèiza baloun li spadounèiře è apree mesò tournoun a la mèizoun de la priora [...]
[Continua]
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ITALIANO
Berton Maria - La storia della sua vita - SAUZE DI CESANA
Io mi sono sposata nel Cinquantasette e poi sono sempre stata qui perché i nonni facevano i pastori e andavamo a Torino poi d’estate qui. Poi mio marito aveva il negozioe andava a vendere con il camion ed io restavo nel negozio. Vendevo un po’ di tutto. Dal pane alle salcicce, al formaggio, la verdura, i detersivi, tutto [...]
[Continua]
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OCCITANO
Berton Maria - L'istouarå dë sa vitå
Mi a m’siou marià dal sincantesèt e peui siou tejoù ità isì perqué moun nonou fazian lou berjìe e nouz anovon a Turin e d’ità isì e peui a m’siou marià dal sincantesèt e sen ità tejou isì. E oualà e apré moun om ou l’avìa el magazin e aloura el l’anavo a vendre be el camion e mi a restavou din el magazin, e oualà e vandiou un poou ‘d tout. Dal pån a la saousissa, al fourmajjë, la vardura, lou detersivi, tout, tout a la fin [...]
[Continua]
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ITALIANO
Merlin Pieretta: la torta di patate - SAUZE DI CESANA
Allora la chiamavano torta di patate, non è una torta dolce ma salata. Bisogna impastare la farina con un po’ d’acqua e il lievito come per fare il pane. [...]
Guardate il video con i sottotitoli in italiano
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OCCITANO
Merlin Pieretta: Lå tourtå ëd tårtifla
Stouz ans la sounavan la tourta ‘d tartifla, ma l’e pa na tourta l’e na tourta salà. Aloura venta patâ la farina bou ‘n po d’eiga, el lievito e la s’ampâtë tout coum a fâ el pån [...]
[Continua]
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ITALIANO
Manzon Mario - Sauze di Cesana - COME SI FACEVA IL PANE
La gente, a turno, faceva macinare un po’ di grano per fare il pane, il pane di segale che dava molto lavoro, che purtroppo io ho fatto. Bisognava impastare con l’acqua bollente. Si versava l’acqua bollente nella farina e si utilizzava una paletta di legno perché con le mani non si poteva impastare e così, con la paletta di legno, si mescolava bene l’acqua bollente con la farina, che già cuoceva un poco la farina. Poi, quando non era più tanto calda, allora si poteva impastare ben quel pastone con le mani. Poi lo si lasciava riposare nella madia per ventiquattrore [...]
[Continua]
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OCCITANO
Manzon Mario - Coummë ës fåziå ël pån
La jent a tourni ou fazioun moulinà an paou de gran par fâ el pån, fâ el pån de blà que dounave un baroun ad travalh, que pourtrop a l’ai fait. La vantava ampatà e fâ l’aiga bulhenta. L’aiga bulhenta vueidà din la farina e uzavan una paletta de bôc perqué coun la mån la poian pa ampatâ e aloura coun la paletta de bôc ou meiclavan bian l’aiga bulhenta bou la farina, que couìa un paou la farina. Peui cant i l’éra pa måi tan chaudë alour s’anavë bou la mån e l’ampatavou bian ste patoun. Peui lou leisavoun din la moi per vintecattr’oura.
[...]
[Continua]
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ITALIANO
Recita di Natale dei bimbi di Bardonecchia
A Bardonecchia, il 21 Dicembre 2007 l'imminente
Natale ha ricevuto il migliore e più commovente
benvenuto possibile dall'allegra nidiata dei
bambini di 5 anni che hanno seguito il corso di
patouà con la maestra Augusta. [...]
[Continua]
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OCCITANO
Gesù Bambin - Clelia Baccon
Gesù Bambin, s’ù fussa nesü’
u mē dla muntannha d’ notrë päī
u sarìa ità, ä n’än sìu sëgū
din notrë etabblë ‘l biën vëngù!
[...]
[Continua]
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ITALIANO
Colturi Riccardo legge una sua poesia sul PATOUA'
PATOUÀ
Lingua dei nostri vecchi
Lingua parlata da noi
Cerchiamo di parlarla sempre
Se non ci vogliamo perdere
In questo mondo spaventato [...]
[Continua]
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OCCITANO
Colturi Riccardo: L'ommë quë ou l'à cullhì la vellha choza
PATOUÀ
Lenguë dë notrou velhou
Lenguë parlà da noù
Charcen dë la parlá tëjou
Sì nou vouřen pâ së pérdë
Din sé mound ipouvantà
[...]
[Continua]
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ITALIANO
Fassino Rinaldo - Il mestiere dello stagnino in Valle Orco
Mi chiamo Fassino Rinaldo, sono nato su a Perebella [Locana] nel millenovecentoquarantadue.
Poi mi hanno portato giù a San Lorenzo a farmi battezzare, poi mi hanno di nuovo portato giù,
mi hanno portato giù che avevo sei anni. [...]
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FRANCOPROVENZALE
Fassino Rinaldo
Më schamou Fassino Rinaldo, sui na su a Pereballa del mileneuouséncouarantëdui. Peu a m'on pourtà ju batezar
a San Lourèns peu a m'on tourna pourtà ju, a m'on pourtà ju j'avì sés an. [...]
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ITALIANO
Enrichetta Vottero - Le attività agro-pastorali in Valle di Susa
Io mi chiamo Enrichetta Vottero. Sono nata il sette gennaio del millenovecentoventi. Ora ho ottantasette anni, ottantasette. Qui ci troviamo a Urbiano che è una frazione del comune di Mompantero. Io ho sempre lavorato la campagna, sono rimasta con u... na mano piena d'aria, niente soldi ma... la salute ringraziando mi ha "accompagnata" fino ad oggi.
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FRANCOPROVENZALE
Enrichetta Vottero
Me më 'mmando Enriquétta Vottéro. G'e nâ lou sèt dë gënûa millenovechentovénti. Aourà g'éi outantësèt ani, outantësèt. Ihì së trouvân an Urbian que èt ina frasioun dou coumun dë Moumpantia. Me g'e sampe travalhà la campanha, g'éi restà avû i... na man plén-a d'aria, pa rën dë sordi ma... salute ringrasiand i a pourtamë fin ourà.
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ITALIANO
Elio Ceretto Castigliano - Il mestiere del mastro ramaio nell'Alto Canavese
Io mi chiamo Elio, di cognome Ceretto Castigliano e sto in piazza Europa, che una volta era piazza Fond Pont. Però adesso hanno cambiato e hanno messo piazza Europa, numero sei. La mia attività consiste nel lavorare il rame, il ramaio. Faccio un pò di tutto... quello che... quello che capita di fare.
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FRANCOPROVENZALE
Elio Ceretto Castigliano
Mi më schamou élio, di conhome Cerétto Castilhano e stoû an... piasi Eouropa., que na volta a l'éra piasa, Fount Pount. Però adés a l'an cambià an butà piasa Eouropa, numer sès. La mia atività a l'e coula travaiar ël ram, ël manhin. Foun 'n po tut... lon que... lon c'an capita da far.
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ITALIANO
Diego Castagneri - Il mestiere del muratore in Val d'Ala di Lanzo
Allora, io sono Diego Castagneri, sono di Balme ma abito a Chialambertetto, dopo che mi sono sposato sono andato a stare a Molette, è un altro paese sempre del comune di Balme. Faccio... Per vivere faccio il muratore e aiuto in famiglia perché abbiamo le mucche e abbiamo anche il negozio.
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FRANCOPROVENZALE
Diego Castagneri
Aloura, me sè Diégo Castanhéri, sè 'd Bàrmës, ma istou a Chabartòt, dopou quë m'è marrià sè alà sta a 'l Moulòttes, es n'aoutou pais sémpre dou coumun 'd Bàrmës. I faou... Për vivrë i faou lou mouradoù e juttou an famî perqué g'èn ël vàchës e g'èn co ou negosi.
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ITALIANO
Chiolerio Renato: il mestiere dello stagnino in Val Soana
Io mi chiamo Chiolerio Renato, sono nato a Fontanetta il sette marzo del 1946,
comune di Valprato Soana.
Mestiere dello stagnaio è quello che ho imparato, poi mi sono aggiustato a fare
di tutto, no? Basta che veda poi metto... ho sempre messo in pratica.
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FRANCOPROVENZALE
Chiolerio Renato
Guijò me dëmando Quiolério Renato, séi nasù a
Fountanëtà al sèt dë marf del mileneufhentecaŗantësès,
coumun dë Courdanéŗi.
Mestiér del ŗuga è couello que o imparato, poi me sè
ringuià a fare tòt, no? Basta que véda poi métto...
o sempre messo in pratica.
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ITALIANO
Bruno Tessa: La tessitura della canapa in Val Sangone
Il mio nome è Bruno, ci troviamo a Coazze, qui è al Villargrande.
Io tesso, ho il telaio e tutti gli attrezzi per fare tela. Sono riuscito, diciamo,
a ricostruire ancora la tessitura con gli attrezzi di una volta, ho trovato
tre telai e poi l'altra attrezzatura l'avevamo ancora, perché la mia
famiglia, i miei facevano tela, l'hanno fatta fin verso il millenovecentocinquanta
e poi le nonne erano già vecchie, non potevano più farlo,
allora hanno poi smesso.
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FRANCOPROVENZALE
Bruno Tessa
Mi i éi nom Brouno, s' trouënt an Couase, isì a l'et a...
a ou Vilegrënt. Mi tésou, i éi lou talèi e tut i atrési
për fe téla. I seui aruvà, diouma, a ricostruì 'ncoura la tesitura
coun i atrési d'in bot, i éi trouvà trai talèi e peui
l'aouta atresitura l'aien-t incoura perqué ma famia, li meui i faiuon téla,
fala fin vers lou mileneuousëntesinquënta e peui ël none i érou gë
véi, pouioun pa pi fèlou, aloura i an co piantà iquì.
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ITALIANO
Borla Giovanni Battista: L'attività del corriere nella Valle di Viù
- Io Borla Giovanni Battista. Sono nato a Piazzette [borgata di Usseglio]
il venticinque giugno del millenovecentoventisei. Mio padre era qui di Usseglio,
mia madre invece della Saletta [borgata di Lemie]. E mio padre, quando sono nato io,
faceva già l'albergatore e aveva già la macelleria, aveva anche la macelleria,
lou mazer. Negoziava anche nei vitelli e nelle bestie, mio padre. E andava anche giù a
Chivasso il martedì a portare i vitelli di Usseglio.
- Come hai iniziato a fare il corriere?
- Ho iniziato perché cominciando a dar via [vendere] il legname...
dopo ti ho detto, meglio che prenda anch'io un recapito, perché i
rappresentanti venivano su a vendere, ma venivano su con la corriera o con la bicicletta,
vendevano e dopo andavano giù. Allora dopo mi dicevano poi, vai a caricare
il tal giorno che la roba è pronta e portavi su di tutto. Come fosse adesso,
la prima settimana di luglio io avevo già finito di portare su i bauli e i
lettini perché tutte le soffitte e tutte le camere [d'albergo] erano già
tutte impegnate, occupate. E fin dopo la metà di settembre la maggior
parte [dei villeggianti] stava a Usseglio.
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FRANCOPROVENZALE
Borla Jovanni Battista
- [Come si quiama?]
- Io Borla Jovanni Battista. Séi na al Piasteù, il vintesinc 'd junh
dou milaneuseuntevintesés. Moun pare ou i ére isì d'Isseui,
ma mare nvéche dla Sartà. E moun pare, can qui séi na mi, ou
fazit ja l'oubergista e ouî ja lou mazèr, ouì co la macelleria,
lou mazèr. Ou negousiave co nti bouchin e ntil béstië moun pare.
E ou i alave co ju a Chivas a ou dëmars a mna li vel d'Isseui.
- Coume ta ncoumensà per farë lou corriére?
- I éi ncaminà perqué coumensan da via 'l bosc dop
l'éi dite méi que përnô ou recàpit co mi
perqué i rapresentënt vënioun su a vènde ma vënioun
su sla corriéri o coun la biciclëtta, ou vendioun e apré
alaou ju. Aloura dopou ou 'm dizioun peu, va peu chargé ou tal jòrn
que la roba è prounta e t'aià mna su d' tout. Come ourà,
la prima smana 'd lui mi aiou ja finì di mna su i bavul e i letin
përqué teuiti i soulé e tueitëz ësteunsië
i érou ja touteù empenhà, ocupà. E fin-a dopou
la metà di stémbe la grën part stàvoun a Isseui.
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ITALIANO
Aldo Regis: La viticoltura in Valle di Susa
Io sono Aldo, a Giaglione mi chiamano Aldo del Torino... e qui siamo nella mia vigna del
Cré, il penultimo terrazzamento giù in fondo. Mia madre lavorava il cotone
e poi a tempo perso lavorava la vigna e mio padre anche, lavorava all'Assa [acciaieria di Susa]
e a tempo perso andava a lavorare la campagna, e quando sono andati in pensione si sono
dedicati appieno ai lavori della campagna. I vecchi di mio padre mi sembra che arrivassero
da Coazze. Suo padre faceva la tela e il barbiere e sua madre tesseva la tela.
Invece quelli dalla parte di mia madre, loro lavoravano la vigna, avevano anche due o
tre mucche, facevano il fieno e vendevano un po' di burro, un po' di formaggio e
vendevano qualche vitello.
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FRANCOPROVENZALE
Aldo Regis
Me sèi Aldo, an Dzalhoun damandoun Aldo dou Touiřin... e isé
seun din ma vinhò dou Cré, la penultima eichafa bâ ou foun.
Ma maře lhe travalhave ou coutoun e apré a tèin perdù lhe
travalhave la vinhò e moun paře tot pařië, travalhave a l'Assa e a
tèin perdù ou alavet travalhé la campanha; e can soun venù
an pensioun i an fran dedicase a li travalh dla campanha. Li vielh dë mon paře
m'aseumble que arivìsoun da Couàseus. Soun paře ou fèzè
la tèila e lou barbie e sa maře lhe tesét la tèila. 'Nveche si
d' ma maři loû aioun travalhà la vinhò, aioun co
dùvës ou trê vàchës, fezioun lou fèin e
vendioun 'n bleuc dë beuro, 'n bleuc d' toumò e vendioun carque vel.
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ITALIANO
"Vox Cantorum" Canto spontaneo... tra storia e rito sociale
incontro sul canto spontaneo di tradizione
SABATO 15 DICEMBRE 2007
Nella splendida cornice innevata delle montagne di Giaglione
si è svolta sabato 14 Dicembre 2007 l'evento VOX CANTORUM, a cui hanno preso parte,
oltre a numerosi relatori, le compagnie:
Sos Cantores di Cuglieri (Sardegna)
e
Compagnia Sacco di Cerriana (Liguria)
Guardate il video della manifestazione contenente l'intervento di Valter Giuliano
e alcune canzoni delle due compagnie.
[Continua]
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FRANCOPROVENZALE
Dzalhoun: disando 15 dezeumbro 2007
Gran dzournaa per la tsansoun a Dzalhoun
Dzalhoun èt deut: paii dla muzica è di tsantre, alura ou ospite avé orgolh ina dzournaa de travalh tsu la tsansoun.
Lou cesdomeo a travé l'asouciasioun " muzica viva" ou patrocine si travalh, finansie la regioun Piemoun,
iot li ricercatou, lh'arquive.Se trove a 11,30 per l'aperitiv è la mareunda, aou centro poulivaleun de la quemuna de Dzalhoun,
iot li tsantre de la " compagnia Sacco" de Cerriana an Liguria, è lou group sos cantore de Cuglieri an Sardenha.
[Continua]
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ITALIANO
MOSTRA FOTOGRAFICA DAL 18 AL 21 DICEMBRE 2007 E PRESENTAZIONE DEL LIBRO VENERDÌ 21 DICEMBRE.
Nella settimana dal 18 al 21 Dicembre 2007 il Ce.S.Do.Me.O. a Giaglione ospiterà la mostra fotografica di presentazione del libro "Vestivamo da balilla" di Mario Tonini. Verranno esposte varie fotografie della Valle nel periodo fascista. Venerdì 21 Dicembre la mostra si concluderà con la presentazione del libro alle ore 21.00 presso la sala del Ce.S.Do.Me.O. a cui siete cordialmente invitati.
[Continua]
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FRANCOPROVENZALE
Espuzisioun de foto dou 18 ou 21 dezeumbro è prezentasioun dou lèivro diveundro 21 dezeumbro.
D'in la semaouna dou 18 ou 21 lou cesdomeo de dzalhoun ou l'ospite l'esouzisioun de foto è la prezentasioun dou lèivro "nou vitian da balilla" de Mario Tonini, ieřot vèiřo de foto di pai de la val de l'epoca fascista. Diveundro 21 sareun l'esouzisioun avé la prezentasioun dou lèivro è Vouz-anviteun.
[Continua]
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ITALIANO
Ninin lavora a maglia
Meana di Susa
"...qui ho fatto la pantofola, ma è solo imbastita.
Ero molto brava un tempo! Ero anche capace a fare le coperte, i disegni a zig-zag, le pannocchie, le presine, sapevo fare i guanti con le trecce sopra; anche le maglie con le trecce sul davanti,
... la maglia si lavora a dritto, a maglia "razaa", per fare le trecce bisogna incrociare..
"
[Continua]
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FRANCOPROVENZALE
NININ LHE TRAVALHE A MALHA
Miana
"..Isé iei fèt le pantouflË, ma iei maque anbastila.
Ieřo an gamba in cool! Ieřo asé bouna a faře le couverteus,
li dizenh a zig-zag è le '' pannocchie è la prezina'', ieřo asé
bouna a fare li guËn in col, avé le terneus desù: anque la malha avé
tot le terneus devan,
... se travalhe la malha a drit, la malha razaa, per faře le terneus foot angrizee le malheus."
[Continua]
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ITALIANO
Bouldering: raduno di arrampicata su blocchi di pietra
Sabato 13 e Domenica 14 Ottobre si è svolta a Chiomonte la 2°
edizione del raduno di arrampicata su blocchi di pietra,disciplina nuova chiamata ''bouldering''.
Una due giorni organizzata dalla sezione CAI di Chiomonte e dalla Palestra BSIDE,
con il contributo del Comune e il supporto dei volontari della sezione locale dell'ANA.
Di Giancarlo Sibille
[Continua]
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OCCITANO
Bouldering: raduno d'arampicaddo sû bloc at pèiro
Disonde 13 e Dimeuizho 14 Otobre la s'è tingù a Shomoun la 2à edizioun dou raduno d'arampicaddo sû
bloc at pèiro,dishiplino novo sounò ''bouldering''. In doû zhoû ourganizò da la sesioun CAI
at Shomoun e da la palestro Bside,vèî al contributo at la Coumuno e Ël soupor at loû voulountéré
at la sesioun loucallo at l'ANA.
De Giancarlo Sibille
[Continua]
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ITALIANO
La storia ritrovata
Riflessioni di un turista in visita alla Val di Susa
"Allora la continuità della tirannica scansione temporale in cui siamo immersi, affrettata, ossessiva, quotidiana,
si spezza di colpo per scoprire e poi lasciarci cogliere al suo interno la presenza di una diversa bolla di tempo.
Entrare a contatto con la lingua e la parola di altre epoche, all'interno di ciò che rimane
dei luoghi che la videro nascere, ci aiuta a capire che, a volte, non ci si limita a visitare dei luoghi,
ma che si può abitare un tempo diverso da quello che, temporaneamente, ci ospita."
Di Daniele Radogna
[Continua]
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FRANCOPROVENZALE
Te torneus trouve la storia
Lou pènsee d'in turista an vizita dla Val Souiza
"La storia que peian souèindzee, lhe soort dou preseun è nou fèt capii seun que senteun è vaieun, foot deloun souèindzee que lou teritore et pa maque in elemeun de geografia.
Aloura la frenesia de notris tèin, la corsa de touit li dzoort lhe se roumpe de creup è lhe nou porte ad in'aoutra dimeinsioun."
Di Daniele Radogna
[Continua]
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ITALIANO
COL CLAPIER: ESPACE ANNIBAL
Di Marco Rey
[Continua]
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FRANCOPROVENZALE
COL CLAPIER: ESPACE ANNIBAL
Di Marco Rey
[Continua]
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ITALIANO
Giaglione, Spade e fiori
Di Marco Rey
[Continua]
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FRANCOPROVENZALE
Dzalhoun: shabro è flòs
Di Marco Rey
[Continua]
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ITALIANO
I cacciatori di San Giovanni
Di Marco Rey
[Continua]
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FRANCOPROVENZALE
Li tsaseu dou Grimoun
Di Marco Rey
[Continua]
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ITALIANO
Elva, sempre e ancora Elva
di Ines Cavalcanti
Gli elvesi nella II Guerra Mondiale" è la sesta mostra realizzata nella Parrocchiale di Elva dalla Chambra d'òc, visitabile fino a fine settembre
[Continua]
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OCCITANO
Èlva, sempre e encara Èlva
de Ines Cavalcanti
Lhi elvés dins la II Guerra Mondiala" es la seisena exposicion realizaa dins la gleisa d'èlva da la Chambra d'òc, se pòl visitar fins a setembre
[Continua]
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ITALIANO
Vivere la montagna
di Marco Rey
Le rifiniture di sfalcio
[Continua]
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FRANCOPROVENZALE
Vivre la mountanha
de Marco Rey
Le voulamèireus
[Continua]
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ITALIANO
Vivere la montagna
di Marco Rey
Via ferrata e sentiero delle Gorge della Dora Riparia
[Continua]
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FRANCOPROVENZALE
Vivre la mountanha
de Marco Rey
Via ferrata e vieuleut dle gordzeus
[Continua]
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ITALIANO
Vivere la montagna
di Marco Rey
Alta montagna in Val di Susa La Grande Traversata degli Ambin
[Continua]
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FRANCOPROVENZALE
Vivre la mountanha
de Marco Rey
Aria fina an Valsouiza La gran traversaa de lh'Ambin
[Continua]
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