Centro Studi Documentazione Memoria Orale

L'OCCITANO O LINGUA D'OC

stemma occitano Le Valli Occitane Olimpiche, Alta Valle Susa, Val Chisone-Germanasca, Val pellice sono parte della comunità linguistica dell'Europa che comprende 12 valli delle Provincie di Cuneo e Torino con 180.000 abitanti, il sud della francia, dalla Provenza alla guascogna con 13 milioni di abitanti e una valle pirenaica, la Val d'Aran in Catalunya (Spagna) con 11.000 abitanti.

In questo vasto territorio, al centro dell'europa, si parla la lingua d'Oc, l'antica lingua dei trovatori che nel XII secolo ha percorso tutte le corti d'Europa, considerata per quei tempi quello che è l'inglese oggi, la lingua colta che Dante Alighieri amava così tanto da averne lasciato memoria nella Divina Commedia.
Dante, il fondatore della letteratura italiana, ammira immensamente i poeti occitani e li considera suoi maestri per la poesia in volgare. Già nell'opera latina De Vulgari Eloquentia loda i trovatori e nella Divina Commedia per ribadire il suo stretto legame letterario con questa tradizione, incontra, non certo casualmente, un poeta provenzale in ognuna delle tre cantiche: Bertram de Born nell'Inferno, Folchetto da Mariglia nel Paradiso, Arnaut Daniel nel Purgatorio.

Ieu sui Arnaut, que plor e vau cantan;
consiros vei la passada folor,
e vei jausen lo joi qu'esper, denan.
Ara vos prec, per aquella valor
que vos guida al som de l'escalina,
sovenha vos a temps de ma dolor!".
Poi s'ascose nel foco che li affina.

(Purgatorio, XXVI, 139-148)

Oggi la lingua d'oc con il francoprovenzale è tutelata in Europa dalla "Carta delle lingue minoritarie" e, in Italia, dalla legge 482/99: "norme in materia di tutela di minoranze linguistiche storiche".

La canzone "Se Chanta", assunto quasi a inno, la bandiera con il simbolo della croce occitana in campo giallo oro, il suono della lingua, la musica della ghironda, dell'organetto e del violino, i costumi tradizionali e le danze tipiche quali "la giga, la correnta, la treça", ballate sulle piazze da migliaia di giovani: sono questi i tratti attuali più caratterizzanti dell'area di lingua d'Oc cui parte del territorio olimpico appartiene.
Tradizione e modernità si fondono così in una proposta che non dimentica il passato e ha radici ben piantate nel presente.

Se Chanta
Denant de ma fenestra lhi a un aucelon
Tota la nuech chanta, chanta sa chançon
Se chanta, que chante
Chanta pas per iu
Chanta per m'amia
Qu'es de luenh de iu
Aquelas montanhas que tant autas son
M'empachon de veire miei amors ont son
Autas, ben son autas, mas s'abaissarèn
E mas amoretas vers iu tornarén
Baissatz-vos montanhas, planas levatz-vos
Perqué pòsque veire miei amors ont son


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