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16 Maggio 2009: FIERA DEL LIBRO DI TORINO ore 17
Presentazione del libro francoprovenzale VIENA TSU MA TRASA di Marco Rey
Camminiamo insieme
Segui la mia traccia, piano, guarda,
ascolta..
Odora i profumi della mia terra, i colori del paese
Dopo se
vuoi... ti canto il suono della mia lingua.
Una lingua è più che parole, vita, amore
Aria sottile che brucia, vento
gelido che taglia
il grande fuoco acceso scalda il cuore
La traccia è il sentiero delle nostre radici
Cantiamo insieme canzoni di
nebbie, tormenta
Camminiamo nel tempo, noi possiamo sognare !
Questa pubblicazione raccoglie brani scritti per giornali, riviste e podcast di
Novas d'occitania. Sono quindi articoli e pezzi scritti in tempi diversi ma
uniti da un collante forte: la montagna, la lingua e le radici.
Quattro anni
di pensieri e ricordi: tutti gli articoli raccontano il cammino che conduco
sulle mie montagne e per la mia gente, ogni pezzo sia che si tratti di ricordi
d'infanzia sia che parlino di avventure o semplici escursioni vogliono lasciare
una traccia.
La collaborazione con il podcast di CHAMBRA inizia nel 2006 ma,
questo libro è una sosta sicura sulle esperienze del mio percorso lungo ben più
di quattro anni, uno sguardo al cammino e ai ricordi.
In primis, una traccia
di lingua scritta poi un indirizzo di percorso possibile per continuare a vivere
sulle nostre montagne
Io vivo in questo modo: il vivre francoprovensal è
l'etica del mio comportamento, non è altro che il buon senso del montanaro, ho
delle radici ed una identità culturale forte e voglio condividerla, raccontarla
ma soprattutto viverla!
Troverete racconti appresi da bambino nelle stalle,
tradizioni vissute pienamente, lavoro nei campi a fianco di avventure con i cani
da slitta, traversate scialpinistiche e trekking.
Incontri transfrontalieri
sui colli dimenticati e chiacchierate in radio nella lingua madre.
Una volta
i nostri antenati si incontravano sulla cima delle montagne e sui colli alpini
piuttosto che nelle pianure ora possiamo anche incontrarci su internet... o sui
libri.
Si scrive della realtà e si rivendicano diritti, non vogliamo vivere
nel mondo dei vinti, si parla di pluriattività e servizi, azioni importanti che
potrebbero aiutare il presidio delle terre alte.
Queste pagine sognano poi
una visione di futuro sulla montagna, vogliono indicare una possibile risorsa
economica, e lo vogliono fare nella lingua del nostro cuore.
La lingua che
queste rocce, questi muri, questa terra ha sempre conosciuto. In questa lingua
hanno gioito e pianto infinite generazioni. Con questa lingua i padri hanno
cresciuto i figli, con questa lingua hanno pianto le madri alla partenza di
soldati ed emigranti.
Ebbene con la stessa lingua possiamo accogliere
turisti, renderli partecipi di quanto è pregno di storia, tradizione e cultura
il nostro territorio ed accompagnarli sui sentieri, sulla nostra
montagna.
Siamo diventati plurilinguisti, la scuola ci ha insegnato
l'italiano per comunicare abbiamo imparato il piemontese e il francese, internet
ci obbliga a conoscere l'inglese ora credo sia importante fermare su carta anche
la nostra lingua francoprovenzale.
L'ossatura del libro è la lingua, scrivere
è un sistema per conservarla, tramandarla e nelle pagine del libro la traduzione
italiana ne perde la forza e la passione, avrei la pretesa di trasmettere questi
messaggi ma consapevole della poca dimestichezza con la sintassi italiana
saranno veramente forti solo nella lettura in lingua.
La traduzione italiana
è in alcuni casi strettamente letterale ed in altri più libera, al fine di
consentire il confronto più diretto possibile con la parte
francoprovenzale.
Negli articoli non si legga la nostalgia dei tempi passati
ma la consapevolezza delle origini per proporre obiettivi futuri.
Questa
opera vuole raccontare un territorio e trasmettere, condividere i sentimenti e
le emozioni che ci accompagnano nel quotidiano e ci permettono ancora di
sognare.
La lingua è viva ed usata nelle attività odierne, non spaventino le
contaminazioni inglesi o i neologismi, non siamo alla ricerca della apertura
delle vocali o della posizione dell'accento, non è un'opera per linguisti ma
scriviamo pensieri, concetti e cronaca nella nostra madrelingua per affermare
che è possibile una permanenza sostenibile sul nostro territorio solo coniugando
coerentemente passato e futuro e fare della lingua il verbo indispensabile.
Editore CHAMBRA D'OC - www.chambradoc.it
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