Aloura... oure parlouma 'n poc a ou patouà dou Vilè, e? Purtrop li patouà
a l'è ina lingoua que li joû a parlou pa pi. Mi më schamou Sèrjo Perino,
i seui na a ou Vilè, Villar Focquiardo, ou Vilè. E peui i seui annù a
travaié isì anta sta cava coun moun pari, cant i érou joû.
I éi ncaminà lèst a travaié nta cava, i avioù douze ou tërze an.
E peui coum ou ié, i seui sta isì anta sta cava fin-a a l'età qui i éi
oura, purtrop...
Sta cava isì së schame la Balma perqué (coume i éi ja dit prima)
a i ére na... la rocha i fizì 'n poc d' balma, i fizì 'n poc d' ripar,
d' ricòvero. E la bourjà isì a l'è la bourjà di Tinhai
e Mèitre, su lou teritòri 'd Bësoulèn. Lou mësté
isì a i er dou picapéra. Ou picapéra ou lh avì...
ou tirave anaou li bocha për avé la countinouità. E peui...
niénte, peui li tèin a soun cambià e coume a ia perduse lou patouà,
oura va co a pertse lou mësté dou picapéra.
A dioun que i sarèi l'un di ultim mi, propri di picapéra ca travaioun na cava,
perqué li picapéra oura a countinou a esiste, ma a travàioun anti magazin,
n'aoutou sistéma...
L'éi co fai lou mineur, lou taieur, lou faturant... tante coze, tou san c'a riquiedìat
fè anta cava.
TRADUZIONE
Allora... ora parliamo un pò il patois del Villar, eh? Purtroppo i patois sono una l
ingua che i giovani non parlano più. Io mi chiamo Sergio Perino, sono nato al Villar,
Villar Focchiardo, il Villar, e poi sono venuto a lavorare qui in questa cava con mio padre,
quando ero giovane. Ho cominciato presto a lavorare nella cava, avevo dodici o tredici anni.
E poi com'è, sono stato qui in questa cava fino all'età che ho adesso, purtroppo...
Questa cava si chiama la Balma perché (come ho già detto prima) c'era una...
la roccia faceva un pò di balma, faceva un pò di riparo, di ricovero. E la
borgata qui è la borgata dei Tignai e Meitre, sul territorio di Bussoleno.
Il mestiere qui era lo scalpellino. Lo scalpellino aveva... tirava su i garzoni per
avere la continuità. E poi... e niente, poi i tempi sono cambiati e come si è
perso il patois, ora si sta perdendo anche il mestiere dello scalpellino.
Dicono che io sarò uno degli ultimi, proprio degli scalpellini che lavorano una cava,
perché gli scalpellini adesso continuano a esistere, ma lavorano nei magazzini,
un altro sistema...
Ho anche fatto il minatore, il tagliatore, il fatturante... tante cose, tutto ciò
che occorreva fare in una cava.
Per la trascrizione di questo filmato in lingua francoprovenzale è stata utilizzata la grafia di Arturo Genre
Il signor Perino è residente a Villarfocchiardo ma coltiva a Bussoleno, in frazione Tignai,
una delle ultime cave di gneiss ancora attive. L'estrazione e la lavorazione della pietra è
un'attività tipica della zona di Bussoleno e dei paesi limitrofi.
Le cave di gneiss, infatti, che si sviluppano su un territorio di 15 chilometri, che comprende
i comuni di Vaie, Villarfocchiardo, San Giorio e Mattie e sull'altro versante Borgone, hanno
rappresentato in passato una risorsa economica essenziale per la Bassa Valle di Susa. La maggior parte
della manodopera maschile locale lavorava stagionalmente nelle cave, conciliando l'attività artigianale
con i lavori agricoli e pastorali, che rimanevano a fondamento del sistema economico tradizionale.
Perino è forse l'ultimo picapera, ovvero scalpellino, della Bassa Valle.
Lo scalpellino è un artigiano che lavora la pietra o il marmo manualmente, col solo ausilio
dello scalpello e del martello.
In realtà il signor Perino, il quale ha appreso il mestiere
dal padre in un'epoca in cui ancora non esistevano le perforatrici ad aria compressa, le draghe o
le seghe elettriche, e rimanendo solo nel condurre l'attività, ha saputo sviluppare diverse
competenze: è anche un abile cavatore, un minatore, un tagliatore, un fatturante, sebbene
abbia poi dovuto adattare la sua professione ai tempi moderni, automatizzando le fasi di lavorazione
e acquistando macchinari tecnologici.