G'éi nòm Costa Maŗia Louchia, peŗò i mè demàndoun tuti
Chia, è 'n po pi cuŗt ou se fai pi pŗèt. G'éi nouant an. G'éi
sémpe varcanà la tèŗŗa e i ahcapin, coume cou fe...la modda de
nòhta val [Soana].
TRADUZIONE
Il mio nome è Costa Maria Lucia, però mi chiamano tutti Cia, è un pò
più corto si fa prima. Ho novant'anni. Ho sempre lavorato la terra e gli ahcapin (i peduli),
come si fa alla maniera della nostra valle.
Per la trascrizione di questo filmato in lingua francoprovenzale è stata utilizzata la grafia di Arturo Genre
La signora Cia è nata a Ronco Canavese e abita in frazione Crotto, un piccolo insediamento
posto a quota 837 m s.l.m. che si incontra lungo la strada che percorre la Val Soana.
Estremamente
legata alle tradizioni del suo paese, indossa ancora quotidianamente il tipico costume valsoanino,
tratto identitario e culturale che conserva e porta con fierezza.
L'economia tradizionale della Valle
Soana si fondava sulla complementarietà dei flussi migratori temporanei di mestiere, che
interessavano principalmente gli uomini, lavoratori con sviluppate competenze professionali
che uscivano periodicamente dalla comunità e si dirigevano lungo direttrici già
sperimentate verso la Francia, la Svizzera o il Nord Italia, per svolgere mestieri artigianali
altamente qualificati (quali il lavoro dello stagnino, del vetraio, dell'arrotino) e delle
attività agro-pastorali, di cui si occupavano le donne, rimaste a casa, alle quali appunto
spettava il compito di accudire la famiglia e di lavorare la campagna.
Un'attività femminile particolarmente diffusa in passato e che permetteva di ottenere
un modesto guadagno integrativo era il lavoro dell'ahcapinera. Consisteva nel fabbricare gli ahcapin,
le calzature tipiche della Val Soana, indossate abitualmente dalla gente del posto.
Gli ahcapin sono delle pedule di panno la cui suola è costituita da una serie di strati
di stoffa sovrapposti e cuciti insieme con filo di canapa e la cui tomaia può
variare per forma, per tipo di attaccatura alla suola e per tessuto, a seconda dell'uso che se ne faceva.
Gli ahcapin della festa avevano ad esempio la tomaia in velluto ricamato.
Le ahcapinere fabbricavano le calzature per la famiglia e vendevano le eccedenze a
Pont Canavese, importante centro economico posto all'imbocco delle valli Orco e Soana.