Centro Studi Documentazione Memoria Orale

Home Page

Filmati nelle parlate francoprovenzali: Elio Ceretto Castigliano


Il signor Ceretto Castigliano intento nel suo lavoro. Mi më schamou élio, di conhome Cerétto Castilhano e stoû an... piasi Eouropa., que na volta a l'éra piasa, Fount Pount. Però adés a l'an cambià an butà piasa Eouropa, numer sès. La mia atività a l'e coula travaiar ël ram, ël manhin. Foun 'n po tut... lon que... lon c'an capita da far.

TRADUZIONE
Io mi chiamo Elio, di cognome Ceretto Castigliano e sto in piazza Europa, che una volta era piazza Fond Pont. Però adesso hanno cambiato e hanno messo piazza Europa, numero sei. La mia attività consiste nel lavorare il rame, il ramaio. Faccio un pò di tutto... quello che... quello che capita di fare.


Per la trascrizione di questo filmato in lingua francoprovenzale è stata utilizzata la grafia di Arturo Genre


Il mestiere del mastro ramaio nell'Alto Canavese

Pont Canavese-Chiesa S. Cosanzo. Il link aprirà una nuova finestra del browser Il signor Ceretto Castigliano, risiede a Pont Canavese, paese di fondovalle appartenente all'area di minoranza francoprovenzale situato allo sbocco della Val Soana nella Valle Orco, la cui parlata locale risente ormai della forza assimilatrice del piemontese, nella sua varietà canavesana. Il signor Ceretto Castigliano svolge ancora oggi nella sua bottega un'attività tradizionale tipica dell'Alto Canavese, il mestiere del manhin, del mastro ramaio.
La presenza sul territorio delle Valli Orco e Soana di diverse miniere di rame ha determinato nei secoli la formazione di una serie di figure artigianali altamente specializzate legate all'attività di lavorazione del metallo. Tradizionalmente venivano indicati con il termine dialettale manhin tutti coloro che lavoravano artigianalmente il rame, sebbene esistessero differenti specializzazioni lavorative. Così manhin erano gli stagnini e i calderai, vale a dire quegli artigiani itineranti specializzati nelle riparazioni, come cambiare i chiodi ai manici o rappezzare con il rame i tegami bucati, ma con lo stesso appellativo s'intendevano anche i ramai o battirame, i quali all'interno del proprio laboratorio fabbricavano caldaie, paioli, tegami battendo a freddo e lavorando con maestria le forme grezze di rame (le balle di rame cavato), preparate nelle fucine.Il signor Ceretto è uno degli ultimi mastri ramai presenti in Piemonte. Ha ottenuto dalla Regione Piemonte il riconoscimento di "Eccellenza Artigiana" e dal 1983 tiene dei corsi annuali presso la Scuola del Rame dell'Ecomuseo di Alpette, cercando di mantenere vivi e di trasmettere gli antichi saperi della sua terra.

Riferimenti
Ce.S.Do.Me.O. - Centro Studi Documentazione Memoria Orale | Fraz. San Giuseppe, 1 - 10050 - GIAGLIONE (TO)
CONTATTI
0122-31430