- [Come si quiama?]
- Io Borla Jovanni Battista. Séi na al Piasteù, il vintesinc 'd junh
dou milaneuseuntevintesés. Moun pare ou i ére isì d'Isseui,
ma mare nvéche dla Sartà. E moun pare, can qui séi na mi, ou
fazit ja l'oubergista e ouî ja lou mazèr, ouì co la macelleria,
lou mazèr. Ou negousiave co nti bouchin e ntil béstië moun pare.
E ou i alave co ju a Chivas a ou dëmars a mna li vel d'Isseui.
- Coume ta ncoumensà per farë lou corriére?
- I éi ncaminà perqué coumensan da via 'l bosc dop
l'éi dite méi que përnô ou recàpit co mi
perqué i rapresentënt vënioun su a vènde ma vënioun
su sla corriéri o coun la biciclëtta, ou vendioun e apré
alaou ju. Aloura dopou ou 'm dizioun peu, va peu chargé ou tal jòrn
que la roba è prounta e t'aià mna su d' tout. Come ourà,
la prima smana 'd lui mi aiou ja finì di mna su i bavul e i letin
përqué teuiti i soulé e tueitëz ësteunsië
i érou ja touteù empenhà, ocupà. E fin-a dopou
la metà di stémbe la grën part stàvoun a Isseui.
TRADUZIONE
- Io Borla Giovanni Battista. Sono nato a Piazzette [borgata di Usseglio]
il venticinque giugno del millenovecentoventisei. Mio padre era qui di Usseglio,
mia madre invece della Saletta [borgata di Lemie]. E mio padre, quando sono nato io,
faceva già l'albergatore e aveva già la macelleria, aveva anche la macelleria,
lou mazer. Negoziava anche nei vitelli e nelle bestie, mio padre. E andava anche giù a
Chivasso il martedì a portare i vitelli di Usseglio.
- Come hai iniziato a fare il corriere?
- Ho iniziato perché cominciando a dar via [vendere] il legname...
dopo ti ho detto, meglio che prenda anch'io un recapito, perché i
rappresentanti venivano su a vendere, ma venivano su con la corriera o con la bicicletta,
vendevano e dopo andavano giù. Allora dopo mi dicevano poi, vai a caricare
il tal giorno che la roba è pronta e portavi su di tutto. Come fosse adesso,
la prima settimana di luglio io avevo già finito di portare su i bauli e i
lettini perché tutte le soffitte e tutte le camere [d'albergo] erano già
tutte impegnate, occupate. E fin dopo la metà di settembre la maggior
parte [dei villeggianti] stava a Usseglio.
Per la trascrizione di questo filmato in lingua francoprovenzale è stata utilizzata la grafia di Arturo Genre
Il signor Borla è nato e risiede a Usseglio, comune situato all'estremità
della Valle di Viù, a 1265 m di altezza. Egli ha sempre svolto, come da tradizione
famigliare, l'attività dell'albergatore e del ristoratore, mestieri caratteristici
del paese, ma intorno agli anni '50 iniziò a esercitare l'attività del corriere,
offrendo un servizio aggiuntivo ai commercianti della valle, i quali all'epoca potevano usufruire
unicamente della corriera di linea.
Tra la seconda metà dell'800 e i primi decenni del '900,
il comune di Usseglio visse un periodo di benessere economico, determinato dalla nascita di
un turismo elitario sorto in concomitanza con l'apertura della stagione pionieristica dell'alpinismo.
L'economia di sussistenza delle comunità locali venne pertanto integrata dall'offerta
turistica estiva. Usseglio divenne meta prediletta di villeggiatura per diverse famiglie della
borghesia torinese e genovese. Sorsero, infatti, molti alberghi di lusso, gestiti a livello
famigliare dalla gente del posto, che tuttavia si era specializzata lavorando nei centri turistici
più rinomati, come Nizza, oppure prestando servizio presso prestigiose famiglie italiane.
Parallelamente si sviluppò nella valle di Viù il servizio dei trasporti: nel 1884
venne completata la strada carrozzabile che da Germagnano conduceva fino a Usseglio e nel 1898
era già garantito il servizio privato della corriera da Viù a Usseglio.
Inoltre l'esistenza di una strada carrozzabile che percorreva l'intera valle e il discreto
sviluppo economico stimolarono la nascita dell'attività del corriere privato, il
quale facendo la spola da Usseglio a Lanzo e Torino, trasportava materiale di ogni genere
per commercianti, muratori, fornai, allevatori dell'intera valle.